(PRIMAPRESS) ROMA – Per l’Italia ora sarà una corsa contro il tempo per non essere deferiti alla Corte di Giustizia UE per non aver presentato il piano nazionale di ristrutturazione degli edifici abitativi richiesti dalla direttiva “case green” dell’Unione Europea. Dopo la procedura d’infrazione annunciata con una nota dall’Ue, il nostro paese ha solo due mesi (31 dicembre 2026) per mettersi in regola e con noi ci sono altri 8 Stati membri.
La cosiddetta direttiva europea “Case Green” (EPBD) impone il progressivo miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici per arrivare a zero emissioni nel 2050, ma l’Italia è attualmente in ritardo.
Gli obiettivi al 2030: Riduzione dei consumi energetici degli edifici residenziali del 16% rispetto al 2020 e nuovi edifici a zero emissioni.
Ma in questi obiettivi non rientrano gli edifici storici vincolati, i luoghi di culto, i fabbricati rurali, le seconde case usate meno di quattro mesi all’anno e i fabbricati indipendenti con superficie inferiore a 50 mq. (PRIMAPRESS)
Case “green”: l’Italia in ritardo rischia il deferimento alla Corte di Giustizia Ue

