La mediazione farsa degli USA con Witkoff a San Pietroburgo e Rubio ad Oslo

(PRIMAPRESS) WASHINGTON- Il segretario di Stato americano Rubio ha dichiarato che i colloqui svolti a Oslo tra l’inviato Usa Witkoff e il presidente ucraino Zelensky sono stati “positivi”. Ma è difficile capire quali elementi abbiano fatto dire al Segretario di Stato questo tant’è che Rubio ha aggiunto che Witkoff si sta ora recando in Russia a San Pietroburgo per incontrare Putin affermando: “Vediamo se riusciremo a fare qualche progresso”.
Poi sul rallentamento delle comunicazioni satellitari di SpaceX utilizzate dall’Ucraina a supporto delle operazioni sul campo di battaglia, Rubio ha assicurato: “Il presidente Trump non ha nulla a che fare con le decisioni prese”, nessuna “conoscenza preventiva”. Ma è proprio così? Ormai le parole di Trump sembrano sovrapporsi a quelle di Putin quando chiede a Zelensky di fare le elezioni in Ucraina e il capo del Cremlino che insiste su Zelensky “scaduto” come presidente dell’Ucraina.
Sta di fatto che Trump vorrebbe chiudere almeno uno dei conflitti dove ha messo mano ma senza ottenere risultati. E questo pesa tanto nel calo dei sondaggi con le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per il 3 novembre che dominano le prime pagine dei giornali.
La posta in gioco è alta. La competizione elettorale determinerà quale partito controllerà il Congresso statunitense e, di conseguenza, influenzerà l’indirizzo degli ultimi due anni del mandato di Trump. Inoltre, verranno assegnati importanti incarichi a livello statale e locale e non potrebbero più essere controllati da Trump. (PRIMAPRESS)

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