(PRIMAPRESS) ROMA – La proliferazione dei conflitti, la crescente complessità dello scenario internazionale e la necessità di preservare uno spazio di confronto tra gli Stati sono stati alcuni dei temi al centro della presentazione della XVII edizione del Festival della Diplomazia che si è tenuta al Centro Studi Americani di Roma.
L’evento che si svolgerà nella Capitale dal 22 al 30 ottobre prossimi, avrà come tema “ what’s next? Running on the Edge”, l’interrogativo di cosa fare adesso suona come una provocazione che invita a riflettere sul destino dei rapporti internazionali sempre più incerti.
Giorgio Bartolomucci, fondatore e segretario generale del Festival, insieme a Giampiero Massolo, ambasciatore e presidente del Comitato scientifico, hanno evidenziato come il ruolo della diplomazia tradizionale abbia cambiato completamente pelle con l’esigenza di dotarsi di nuovi strumenti di negoziazione.
Il titolo del festival, “ What’s next?” va, dunque, oltre la semplice riflessione sul futuro, “Assume la forma concreta di volontà, il proponimento di interrogarsi di fatto sulle prospettive dell’ ordine internazionale, mantenendo la possibilità di costruire momenti reali e pratici di confronto. Il dialogo, per Bartolomucci, assieme alla cooperazione, resta uno degli strumenti imprescindibili e ineluttabili in una fase particolarmente complessa per l’ Europa, la quale è chiamata a confrontarsi e affacciarsi a scenari intensamente modificati, scalfiti da conflitti attuali e latenti.
Prospettiva ripresa anche dall’intervento dell’ambasciatore Massolo, sottolineando “la necessità di uno sguardo prospettico, capace di comprendere la natura ed essenza delle trasformazioni in atto e delle loro possibili conseguenze”. Certo non casuale la scelta della presentazione di questa edizione 2026 del festival al Centro Studi Americani, perché l’amministrazione Trump sta giocando un ruolo centrale nel ridisegnare alleanze, divisioni e scontri.
L’ambasciatore ha poi, evidenziato come le interpretazioni basate sulle tradizionali categorie della politica estera siano ormai esigue rispetto alle sfide contemporanee; la Russia, di particolare interesse nell’ ultimo periodo, rappresenta, per esempio, una questione che unisce tre livelli interdipendenti: la dimensione giuridica, economica e valoriale dell’ ordine internazionale, costringendo a una riflessione più ampia riguardo alla sicurezza europea e alle regole che disciplinano i rapporti tra Stati.
L’ iniziativa si è svolta con il coinvolgimento di istituzioni nazionali ed europee, tra cui la Cooperazione Internazionale, la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, l’ Agenzia Italiana per la Cooperazione dello sviluppo e altri relatori che hanno preso parola durante il confronto come Claudio Cassini, capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Marco Riccardo Rusconi, direttore dell’ AICS e il Generale Camporini, ex capo di Stato Maggiore dell’ Aeronautica ed ex Capo di Stato Maggiore della Difesa. (C.Z.) (PRIMAPRESS)
Festival Diplomazia 2026, Massolo e Bartolomucci: l’interrogativo dei nuovi linguaggi della negoziazione nei conflitti

