BERGAMO – Gianluca Gaetano, cresciuto nelle giovanili del Napoli e approdato all’Atalanta, è probabilmente il giocatore simbolo del cambiamento tecnico e tattico introdotto con l’arrivo di Maurizio Sarri in panchina a Bergamo. Il primo acquisto del nuovo corso, intorno a cui fa perno tutto il progetto di riassetto della squadra tornata a giocare con la difesa a quattro. Lui, promosso a vertice di centrocampo, non nasconde di avvertire l’opportunità che gli si presenta e il senso di responsabilità. Ad accompagnarne la presentazione è stato il diesse Cristiano Giuntoli, che ha messo in cornice l’ambientazione del progetto Atalanta, che verte in primis su Maurizio Sarri, e fatto il punto sull’organico rafforzato dalla conferma con rinnovo di Ederson e dall’arrivo del gigante Kristensen, “nel solco di un percorso virtuoso, che richiede tempo” – ha sottolineato, precisando di seguire con attenzione le opportunità offerte dal mercato, “che resta molto difficile. “Dobbiamo trovare una nuova identità, ma nel test in Germania ho visto già una squadra che sa cosa deve fare” – chiosa Giuntoli, che confeziona l’assist volgendo lo sguardo a Gianluca Gaetano. Di poche ma concrete parole. “Mister Sarri mi ha dato precise indicazioni, chiedendomi di essere molto equilibrato e tenere la squadra corta e più alta possibile” – esordisce il centrocampista di scuola napoletana, che nel 2017 si allenava durante la settimana con la prima squadra partenopea allora guidata da Sarri e poi andava a giocare nella Primavera. All’allenatore i talenti non sfuggono e la chiamata a Bergamo riveste un significato particolare. “Per me si tratta di una grande opportunità, sento la responsabilità, ma devo stare tranquillo. Credo che ci stiamo amalgamando bene”. Sarri gli ha affidato il vertice di centrocampo, ruolo che Gaetano ha visto ricoprire a Lobotka nel Napoli, e sente di essersi bene amalgamato nei nuovi schemi. Tuttavia, ammette che occorre tempo per affinare sempre più l’intesa con giocatori dalle grandi qualità come Ederson, Samardzic, Pasalic. Nato come centrocampista offensivo, ha arretrato la sua posizione, ma l’assist per il raddoppio di Scamacca con lo Schalke 04 ha dimostrato che il suo grande estro creativo, agli inizi votato principalmente al gol, si può combinare bene con le geometrie che Sarri gli chiede di disegnare. Se cresce lui, cresce l’Atalanta. E chissà che con il tempo non possa tornare utile alla Nazionale, che nel recente passato con Mancini ha potuto contare su Jorginho, Verratti, fino a Tonali. Senza voli pindarici, ma con i piedi per terra. Ha già saggiato l’atmosfera creata dai tifosi, la rivivrà in occasione del Trofeo Bortolotti nella notte della vigilia di Ferragosto, poi ancora lunedì 17 quando al Centro Sportivo Bortolotti è in programma un allenamento a porte aperte, prima dell’esordio europeo nella gara di andata dei playoff di Conference League al New Balance Arena contro l’Hapoel Tel Aviv.
Intanto, oltre a Kamaldeen Sulemana, mister Sarri deve rinunciare a De Ketelaere e Ahanor, entrambi alle prese con una distrazione di basso grado a carico dei muscoli adduttori. Nel caso del belga, della gamba sinistra; per il difensore il problema è alla gamba destra.

