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Italia senza "energia" per la crisi della politica: i mal di pancia da Draghi a Conte e Salvini

  • di RED-ROM
  • in Italia
Italia senza "energia" per la crisi della politica: i mal di pancia da Draghi a Conte e Salvini
(PRIMAPRESS) - ROMA - La riconferma di un nuovo settennato per Sergio Mattarella e il proseguimento dell'attività di governo del premier Mario Draghi, dovevano servire a dare la giusta tranquillità all'Italia e sollecitare quelle riforme richieste non solo dall'Unione Europea ma anche dalla stessa società per modernizzare il sistema Paese. Ma il dopo-elezioni del Quirinale lascia tutti insoddisfatti a partire da Draghi che volentieri sarebbe passato al Colle per lasciare le incombenze dei progetti legati al PNRR che sono ancora qualcosa di non troppo definito nonostante siano chiari quali asset del Paese richiedono priorità assoluta. Ma l'insoddisfazione è anche nei partiti. Nessuno escluso. Nel Centrodestra non si placano le polemiche tra Salvini e Meloni e le diaspore ventilate di parlamentari in seno a Forza Italia. Ma forse lo scontro maggiore è nel Movimento 5Stelle con Conte e Di Maio ai ferri corti. 
"Nel Movimento nessuno deve sentirsi indispensabile, nemmeno io", ha detto in una intervista il leader 5 Stelle Giuseppe Conte, nella quale sottolinea che "mi dicono che nella storia del Movimento non ci siano mai stati tanti incontri e cabine di regia come in questi mesi. Questo sforzo serve a mettere a punto in maniera collegiale una linea politica che spetta a me riassumere e portare avanti. Seguire un diverso indirizzo, andare in direzioni opposte, non significa tanto indebolire una leadership quanto creare confusione e danneggiare il Movimento" perciò "quando una linea passa in assemblea congiunta e viene costantemente aggiornata in cabina di regia va rispettata. Non possono esserci agende personali, doppie o triple", spiega lanciando una frecciata a Di Maio che due giorni fa si era dimesso dal Comitato di Garanzia.
Poi Conte si sofferma sulla situazione Italia con un caro bollette, che rischia di compromettere la ripresa economica perché i costi sono talmente alti che il sistema produttivo - che già soffre della scarsità di approvvigionamento delle materie prime e dell'inflazione - potrebbe ritrovarsi completamente in ginocchio. "E poi il milione di interventi e operazioni slittate nei nostri ospedali per il contrasto al Covid, che ora devono essere recuperati", conclude Giuseppe Conte. 
Ma è in questo scenario che la crisi della politica si fa ancora più evidente mentre fuori da Montecitorio c'è un paese che ha fretta di riprendersi. - (PRIMAPRESS)