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Centro Accoglienza per Minori: “La Pergola” è in Italia una struttura d’eccellenza

(PRIMAPRESS) - Il Centro di Accoglienza Minori Euro. Med “La Pergola”  sito a Cisterna di Latina in via Nettuno, è una struttura d’eccellenza nel campo del sociale dal 1992: il Centro offre accoglienza, protezione, sostegno e formazione ad immigrati stranieri C.P.A. (Centri di Prima Accoglienza) richiedenti asilo e a minori stranieri non accompagnati.

Presso il Centro “La Pergola” questo modello di accoglienza si fonda sull’importanza di creare un ambiente familiare per rendere efficace l’azione educativa dei responsabili della struttura, degli educatori, degli assistenti sociali che operano in grande sinergia. In tal senso questo Centro è una struttura di eccellenza proprio perché risponde all’esigenza di accogliere e guidare nel loro cammino di crescita i minori provenienti da situazioni familiari e sociali molto difficili. L’obiettivo è proprio quello di costruire loro un percorso autonomo al raggiungimento del diciottesimo anno di età, attraverso un percorso educativo di istruzione scolastica, e formazione al lavoro, che possa garantire l’integrazione e il corretto inserimento nella società, oltre che prepararli per affrontare un eventuale rientro nel Paese di origine.

Entrare, rigorosamente in visita autorizzata, in questo Centro è come entrare in un grande Oratorio sullo stile di Don Bosco: la crescita e la maturazione dei giovani ospiti all’interno del Centro sono traguardi che vengono raggiunto brillantemente grazie a tutte le persone che quotidianamente mettono la loro esperienza e la loro competenza al servizio dei minori fino al loro diciottesimo anno di età. Una competenza che si percepisce già alla reception dove nulla è lasciato al caso. Si capisce subito la mission: c’è attenzione ad ogni dettaglio, a disposizione c’è anche sempre la consulenza di un medico per monitorare la salute dei ragazzi che vengono seguiti anche al di fuori del Centro quando, ad esempio, devono raggiungere i plessi scolastici per le lezioni esterne. Una gestione attenta e sempre con una visione lungimirante perché investe sulla qualità dei programmi educativi e formativi, investe sulla qualità delle risorse umane di tutti gli operatori, sa sviluppare una rete di sinergia con il territorio attraverso importanti protocolli di intesa con istituti scolastici e di formazione professionale.

Luca Faggioni, responsabile di questo centro residenziale con tutta la famiglia, che quotidianamente si prodiga per garantire ai minori immigrati tutte le forme di assistenza, tiene a sottolineare come lo scopo della struttura sia quello di accompagnare i ragazzi che non sono in condizioni di affrontare una vita in piena autonomia ed aiutarli ad inserirsi nel mondo del lavoro e, contemporaneamente, sostenerli nel processo di inclusione e integrazione sociale. All’interno del Centro “La Pergola” sono presenti gli alloggi, il ristorante dove vengono svolti anche i corsi professionali di cucina e di educazione alimentare, le aule per tutte le lezioni scolastiche, una palestra, il campo di calcio, la piscina all’aperto, un’aula magna polivalente dove svolgere attività formative e socio-ricreative, come laboratori artistici di pittura, musica, recitazione e alfabetizzazione informatica. C’è la squadra di Calcio a 5 e di Pallavolo, spazio anche al Cricket per i ragazzi provenienti dal Bangladesh,  che partecipano ai rispettivi campionati, quest’anno grande successo ha riscosso la prima edizione delle Olimpiadi c’è il gruppo artistico che si chiama “ArteMigrante” che si esibisce in lingua madre cantando e suonando anche nelle scuole sempre all’interno di progetti di sensibilizzazione e integrazione. Tra le ultime esibizioni quella organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma3. Nello scorso 21 novembre una delegazione di studenti del Centro è stata ospite dell’Istituto Comprensivo Caetani in occasione della Giornata Mondiale per i diritti del fanciullo: i ragazzi hanno presentato i propri lavori sul tema dei diritti e dei doveri del fanciullo, portando la propria esperienza diretta, attraverso anche a racconti personali del proprio viaggio per arrivare in Italia, con testimonianze toccanti. La Convenzione dell’ONU, sui diritti dell’infanzia, è stato nel 1989 il primo strumento di tutela internazionale a sancire le diverse tipologie di diritti umani: civili, culturali, economici, politici, sociali, umanitari, dove il diritto di espressione è sinonimo di libertà.

“Grande attenzione viene rivolta all’interno del nostro Centro all’istruzione scolastica – spiega il responsabile tutor Ivan Fausti - che va dall’alfabetizzazione per consentire ai ragazzi di acquisire le competenze linguistiche, considerando che in alcuni Paesi di provenienza c’è ancora un basso o addirittura inesistente livello di scolarizzazione, ai corsi di italiano di A1 per consentire ai ragazzi di comprendere la lingua italiana e di potersi esprimere nel quotidiano, a quelli di A2 con il conseguente superamento finale di una prova di accertamento per il rilascio della certificazione per richiedere il permesso di soggiorno CE e per accedere successivamente al conseguimento della licenza media. Ma oltre alla programmazione scolastica, nel nostro Centro sono operativi i corsi professionali di panificazione e di pizzeria, dove i ragazzi vengono istruiti da docenti pizzaioli e panificatori professionisti: questi corsi rappresentano una valida possibilità in prospettiva di un futuro inserimento lavorativo. A marzo partirà anche il progetto formativo agricoltura e giardinaggio. Tra le novità che abbiamo recentemente apportato anche il progetto Pub permette ai ragazzi di sperimentarsi in quella che potrebbe diventare un ulteriore opportunità lavorativa futura. Con dei protocolli d’intesa con gli istituti professionali del territorio vengono rilasciati ai ragazzi degli attestati validi e spendibili poi su tutto il territorio nazionale, come l’HACCP e sicurezza sul lavoro. Proviamo quindi a fare in modo a dare la possibilità a questi ragazzi, al compimento del diciottesimo anno di età quando dovranno lasciare la nostra struttura, di essere in grado di inserirsi in maniera consapevole nel contesto sociale e lavorativo. Il rischio di devianza si abbassa proprio nel momento in cui diamo loro degli strumenti importanti di integrazione e infatti abbiamo una percentuale di occupazione altissima una volta usciti dalla nostra struttura con picchi anche dell’80% di  assunzioni che di questi tempi nel nostro Paese, con la crisi occupazionale, è davvero un dato contro tendenza e altamente significativo. Per noi le attività sportive sono importanti perché lo sport è un eccellente messaggero di valori che dal campo si trasferiscono poi alla vita quotidiana: facilita a stare in armonia con gli altri, a condividere gli stessi obiettivi, stimola a dare il meglio delle proprie capacità, insegna a conoscere i propri limiti, ad accettare la sconfitta, a rispettare compagni, avversari e regole. Quindi lo sport è uno strumento prezioso di crescita e inclusione sociale, oltre che di educazione anche alla salute”.

Minori non accompagnati nel 2016

Nel 2016, circa 25.800 minorenni  non accompagnati o separati hanno raggiunto l’Italia via mare – più del doppio rispetto ai 12.360 del 2015; questi bambini rappresentano un allarmante 91% di tutti i 28.200 minorenni che hanno raggiunto l’Italia nel 2016 come rifugiati o migranti.

La maggior parte di questi minorenni non accompagnati o separati che sono arrivati lo scorso anno provengono da 4 paesi: Eritrea, Egitto, Gambia e Nigeria.

La rotta del Mediterraneo Centrale dal Nord Africa all’Italia è unica per la proporzione incredibilmente alta di minorenni non accompagnati o separati tra i rifugiati e i migranti, mentre solo il 17% dei bambini rifugiati e migranti arrivati in Grecia via mare nel 2016 risultavano non accompagnati o da un familiare adulto o da qualcuno che se ne prendeva cura.

Mentre la maggior parte di loro erano maschi tra i 15 e i 17 anni, tra i nuovi arrivi ci sono minorenni più piccoli e ragazze; queste ultime in particolare sono a esposte a rischio di sfruttamento sessuale e abuso, compresa la prostituzione ad opera di reti criminali.

«Questi dati indicano una preoccupante crescita del numero di bambini estremamente vulnerabili che rischiano le loro vite per arrivare in Europa» ha dichiara Lucio Melandri, UNICEF Senior Emergency Manager. - (PRIMAPRESS)