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Minneapolis: “I can’t breathe”, la protesta virale per la morte dell’afroamericano George Floyd

  • di RED-ROM
  • in Società
Minneapolis: “I can’t breathe”, la protesta virale per la morte dell’afroamericano George Floyd
(PRIMAPRESS) - MINNEAPOLIS (USA) - È diventato virale “I can’t breathe”, io non posso respirare, l’angosciante grido lanciato da George Floyd, l’uomo afroamericano ucciso per soffocamento dal poliziotto che lo stava arrestando. La vicenda ha infiammato la protesta a Minneapolis con la città messa a fuoco dalle persone scese in piazza. Il sindaco della città Jacob Frey ha fatto sapere che i quattro poliziotti coinvolti nell’arresto di Floyd sono stati licenziati. L’Fbi sta investigando sull’accaduto, ma ancora non è stato formulato nessun capo d’accusa. Anche Trump è intervenuto assicurando giustizia ma che sembra prendere i tempi lunghi delle risposte di fatti analoghi accaduti nel passato.
I manifestanti si sono radunati nel luogo dove Floyd è stato arrestato, cantando vari slogan, tra cui “I can’t breathe”, la frase che stava rivolgendo Floyd ai poliziotti prima di morire. La tensione si è alzata quando la polizia ha deciso di disperderli attraverso l’uso di lacrimogeni e proiettili di schiuma. Alcuni hanno danneggiato le auto della polizia parcheggiate li vicino. 
Una delle richieste delle persone che hanno partecipato alla protesta è quella di rivelare i nomi dei quattro agenti licenziati. “Per cinque minuti abbiamo visto un agente bianco che premeva il suo ginocchio sul collo di un uomo nero indifeso per cinque minuti, non si è trattato di una cattiva decisione di pochi secondi”, ha detto il sindaco Frey.  - (PRIMAPRESS)