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Nel parco del Predators of the Heart in Usa per guardare negli occhi un lupo e scattarsi un selfie

Nel parco del Predators of the Heart in Usa per guardare negli occhi un lupo e scattarsi un selfie
(PRIMAPRESS) - ANACORTES (USA) - C’è un’esperienza da annotare nelle pagine del taccuino di viaggi da compiere appena questa bufera del coronavirus avrà allentato la sua morsa di pandemia. A meno di due ore da Vancouver, c’è il Predators of the Heart, il parco che ospita una riserva di lupi e dove da poche settimane è possibile avere un incontro ravvicinato con i canini che ci vivono.
L’esperienza è prenotatile attraverso AirBnb e prevede due ore di contatto ravvicinato con i lupi del branco, accompagnati da una guida.
La foresta dei lupi si trova ad Anacortes, una città americana nello stato di Washington a metà strada tra Seattle e Vancouver (Canada). La passeggiata on the wild side costa 200 dollari (185 euro) a persona ed è disponibile due volte al giorno, alle 10 e alle 13, da lunedì a sabato. È riservata ai maggiori di 18 anni e va prenotata in anticipo, perché per molte date c’è la lista d’attesa.
La riserva naturale, che copre 10 acri (circa 40.500 mq) ospita parecchie specie di animali selvatici: oltre ai lupi, ci sono puma, linci, falchi, gufi, avvoltoi, puzzole, opossum, volpi e rettili esotici. Tutti gli animali, ci tiene a precisare il sito di Predators of the Heart, “stavano affrontando un futuro incerto e una possibile condanna a morte prima di essere adottati dalla nostra struttura”. Si tratta, quindi, di bestie salvate da situazioni di pericolo o sfruttamento.
I lupi, come gli altri animali, si muovono liberamente nel parco. Solo e soltanto durante la visita guidata (che è l’unico modo per accedere alla struttura) è possibile giocare con loro, coccolarli e scattarsi selfie. Solo in questi momenti viene messo il collare e il guinzaglio, per una questione di sicurezza.
Il team del Parco ha l’obiettivo di educare i giovani alla fauna selvatica e di utilizzare un approccio che porta al rispetto per le creature viventi. La struttura funge anche da “santuario” per gli animali che non possono essere reintrodotti in natura e hanno bisogno di un ambiente sano e sicuro per vivere il resto della loro vita. - (PRIMAPRESS)