CARACAS (VENEZUELA) – Sarebbe stato un attacco aereo americano a produrre 7 forti esplosioni nella notte a Caracas, la capitale del Venezuela. Secondo alcuni testimoni, sono state colpite due grandi basi militari. Segnalate esplosioni anche nella vicina città costiera di La Guaira.
Il presidente americano Trump, che ha dispiegato navi militari nei Caraibi
per combattere i trafficanti di droga, aveva anche evocato possibili attacchi sul territorio del Venezuela e i fatti di questa notte ne sono una conseguenza.
Il Governo del Venezuela “denuncia una gravissima aggressione militare” degli Stati Uniti, dopo le esplosioni che si sono verificate a Caracas.
Il presidente Maduro ha dichiarato lo stato di emergenza e ha chiesto alla popolazione di “mobilitarsi” dopo l’attacco. Ma è giunta anche notizia di una possibile cattura di Maduro e della moglie.
Colpite “località civili e militari negli Stati di Miranda, Aragua, La
Guaira e nella capitale Caracas”.
Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha affermato che Caracas è sotto bombardamento, dopo che nelle prime ore del mattino sono state udite detonazioni ed esplosioni in varie parti della capitale venezuelana, e ha chiesto riunioni urgenti dell’Onu e dell’Organizzazione degli Stati Americani.
Petro sottolinea che la Colombia è membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e che la riunione deve essere convocata immediatamente per “ristabilire la legalità internazionale dopo l’aggressione contro il Venezuela”.
L’abitazione del ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino Lopez, sarebbe stata colpita nei raid aerei.
Lo riferiscono i media venezuelani affermando che il ministro sarebbe
irraggiungibile.
Alcuni media riferiscono che l’esponente del governo di Maduro si trovava
nella base aerea di Tiuna al momento dell’attacco e, secondo alcuni post
sui social media, sarebbe stato ucciso.
