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Ospedali centro-sud: è allarme nei Pronto Soccorso per emergenza file. Balzanelli Sis (118): “Noi saremmo il filtro”

Ospedali centro-sud: è allarme nei Pronto Soccorso per emergenza file. Balzanelli Sis (118): “Noi saremmo il filtro”
(PRIMAPRESS) - ROMA - L’emergenza maggiore è nelle strutture sanitarie del Centro Sud ma anche più a Nord l’affollamento dei Pronto Soccorso rischia di diventare cronico. La pandemia aveva limitato fortemente il ricorso in ospedale ma ora la filiera della saluta rischia il collasso. 
Soluzioni? Il Ministero della Salute dovrebbe mettere mano alla riforma della Medicina Generale e al front delle strutture dell’emergenza ma è ancora una strada lunga e non ancora tracciata se non in timide intenzioni. Ne è convinto il presidente del SiS 118, Mario Balzanelli:
Il sovraffollamento del Pronto Soccorso è ormai ai limiti della insostenibilità gestionale, non rappresenta un evento casuale, perché determinato dall’iperafflusso di pazienti acuti minori (non affatto in pericolo di vita, evidente o potenziale) che possono essere, con maggiore appropriatezza, gestiti a monte, sul territorio.
In questi casi, i soggetti affetti da acuzie minori non trovando, di fatto, risposte adeguate alle loro necessità non intravedono altre soluzioni se non riversarsi in massa in Pronto Soccorso, provocando il pericolo di una assurda paralisi gestionale, che può compromettere l’efficacia dei percorsi previsti per le situazioni ad elevata criticità in cui la vita è davvero in pericolo, correlati alle patologie acute tempo dipendenti (sindromi coronariche acute, stroke, traumi maggiori etc), che invece devono essere prioritariamente assicurati al meglio delle capacità funzionali dell’ospedale, senza alcuna perdita di tempo.
La mancata azione di filtro a livello territoriale delle acuzie minori si è determinata in conseguenza della desertificazione progressiva, avvenuta in questi ultimi 10 anni, degli organici medici del Sistema di Emergenza Territoriale 118, perché è il Sistema 118, e non altri, l’istituto del Servizio Sanitario Nazionale preposto alla gestione di tutte le acuzie sul territorio, quali le emergenze, le urgenze e le acuzie minori.
Documentiamo che un Sistema 118 con elevato indice di medicalizzazione e di infermierizzazione degli equipaggi è in grado di visitare, trattare e lasciare al domicilio il 30-40% dei pazienti per cui sia stato richiesto l’intervento di soccorso alla Centrale Operativa 118 e documentiamo come al diminuire dei medici sulle ambulanze del 118 aumenta proporzionalmente la quota dei pazienti trasportati in ospedale, non potendo altra figura professionale sanitaria, se non il medico, assumersi la responsabilità di lasciare a casa un paziente con acuzie che abbia richiesto di essere soccorso.
Auspichiamo un intervento legislativo autorevole e risolutore che potenzi in modo significativo il Sistema di Emergenza Territoriale 118, la cui importanza è ben nota a tutti gli italiani quale determinante per la tutela tempo dipendente della vita di ciascuno e di tutti, in tutti gli ambienti di vita e di lavoro. - (PRIMAPRESS)