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ROMA - L’occhio digitale della Cina nei palazzi del potere italiano. Il caso scoppiato nei giorni scorsi potrebbe assumere contorni più imbarazzanti per il precedente governo Conte. Il 30 settembre 2020, la Dahua Technology, la branca italiana di una delle più grandi società cinese di prodotti tech e di videosorveglianza, annuncia con un comunicato stampa di aver iniziato la videosorveglianza di un pezzo molto importante del nostro sistema democratico: Palazzo Chigi.Sono diciannove terminali distribuiti in tutti gli ingressi del palazzo di governo e fatto più importante offrono anche “la funzione di riconoscimento facciale – con la possibilità di registrare i volti…
