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ROMA - Comunicazione stereotipata, omologata, deviante o capace di censurare per effetto di un algoritmo. È quanto già accaduto e potrebbe accadere con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale in vari settori della comunicazione a cominciare dall’arte. Interrogativi legittimi che hanno aperto alle riflessioni e agli approfondimenti al centro del convegno Ministero della Cultura-Cinecittà promosso dal Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni dal titolo “IA: l’algoritmo, censura del XXI secolo”, che si è svolto questa mattina alle Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini, a Roma, alla presenza di artisti, esperti del mondo accademico, giuridico e di quello tech insieme a dirigenti MiC…
