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Il giardino “disordinato” del paesaggista Paolo Pejrone alla Biennale del garden design di Giarre

  • di RED-ROM
  • in Ambiente
Il giardino “disordinato” del paesaggista Paolo Pejrone alla Biennale del garden design di Giarre
(PRIMAPRESS) -  GIARRE (CATANIA) - Nella cittadina siciliana che proprio ieri è rimasta in un forte incendio, si apre la quarta edizione della Biennale dedicata al garden design, che avrà per tema “IL GIARDINO DELLE PIANTE”, da un’idea di Antonio Perazzi, direttore artistico della manifestazione. A stimolare la riflessione intorno a questo tema è l'architetto paesaggista Paolo Pejrone, ideatore di Radicepura Garden Festival. L’architetto paesaggista è da sempre promotore e fautore di un giardino “disordinato” capace di crescere forte, in modo autonomo e spontaneo, luogo di rispetto e cura, nonché ospitale come ben raccontato in Un giardino semplice. Storie di felici accoglienze e armoniose convivenze (Einaudi). “Quando parliamo di giardino si parla di un’entità viva, crescente, che muta velocemente, non c’è niente di peggio, infatti, di un giardino immobile. Siamo stati abituati ad uno stereotipo borghese che ci ha accompagnati per quasi due secoli, il giardino all’inglese, con spazi organizzati, ma liberi… Siamo cresciuti con questa idea di verde che, tuttavia, costa in termini di sacrifici che chiediamo al prossimo,” commenta Paolo Pejrone. “Dobbiamo fare attenzione alle risorse, il giardino deve essere un piccolo esempio di ecologia casereccia; il pratino all’inglese è un atto di egoismo perché dannoso in termini di acqua consumata, di trattamenti necessari, di ore di tosatura. Lasciamo che i giardini crescano all’italiana… usiamo piante della macchia mediterranea, nel giardino non si può andare contro la natura dei luoghi.”  “Avere Paolo Pejrone come maestro e ospite della prossima edizione mi rende molto orgoglioso, siamo felici a Radicepura di poter dare dimora a un suo progetto perché sostenitore da sempre di una visione, come lui stesso la definisce, di ‘buon senso del giardino’ che oggi chiamiamo ecologica, un giardino che parla di luoghi, di convivenze felici e di processi di adattamento, insomma un giardino che racconta la vita. Rimettere le piante al centro significa andare a cercare il senso profondo di questa vita,” dichiara Mario Faro, presidente della Fondazione Radicepura. Il tema che quest’anno proponiamo pone l’attenzione sull’elemento botanico: non più corollario né semplice decorazione, ma punto di partenza e ispirazione professionale. I progettisti, indipendentemente dalla loro formazione, saranno chiamati a cimentarsi con una botanica per paesaggisti, progetti ben declinati ed eleganti, che sappiano dimostrare i benefici di un giardino artistico di qualità, moderno, funzionale, poetico e sereno. Si intende così favorire il dibattito intorno a un diverso stile di giardino in grado di promuovere una consapevole appartenenza al mondo naturale, giardini in cui si metta in atto quotidianamente un rapporto sincero con le piante,” conclude Antonio Perazzi, direttore artistico del Festival.  - (PRIMAPRESS)