ROMA – C’è il via libera della Camera per la terza lettura della riforma costituzionale con la separazione delle carriere dei magistrati. Il provvedimento è passato con 243 voti a favore e 109 contrari. Il ddl, dunque, torna al Senato per l’ultimo sì. Non essendo stata raggiunta la maggioranza dei due terzi ci sarà un referendum confermativo. Trattandosi della seconda lettura conforme, il testo non era emendabile. Quindi in Aula a Montecitorio c’è stata discussione generale e poi il voto. Il tutto a tappe forzate con la seduta fiume chiesta da Fdi e fortemente avversata dalle opposizioni. Tocca ora al Senato, entro fine anno (dopo i primi due via libera a gennaio e luglio 2025), chiudere l’iter con la quarta lettura. E già a giugno 2026 si potrà celebrare il referendum confermativo previsto per le modifiche costituzionali approvate con meno dei due terzi dei voti.
Il centrodestra vuole dare la precedenza a una riforma diventata un vessillo della compagine di maggioranza e dalle aspettative che al referendum ( eh si dovrebbe tenere entro la prima metà del 2026) ci sia tutta la volontà degli italiani a separare l’attività del giudice da quella del pubblico ministero. Il provvedimento approvato oggi non contiene solo la separazione delle due carriere ma anche un riordinamento dell’assetto della magistratura: due Csm con componenti estratti a sorte, una nuova Alta corte per i provvedimenti disciplinari, un tentativo di ‘equilibrare’ i poteri ma con qualche incognita sulla rapidità delle procedure.
Separazione carriere magistrati: la Camera ha approvato la terza lettura con 243 voti

