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Seafood Expo Global 2026: dalla lotta all’alieno granchio blu a costruzione della filiera commerciale

ROMA – Nei giorni in cui si apre il G7 dell’ambiente a Parigi, torna anche la questione delle specie aliene che stanno alterando gli habitat marini. Tra i temi anche la gestione del granchio blu che nel 2023 aveva visto correre ai ripari l’Italia con un piano di interventi.
Alla Seafood Expo Global 2026, il principale appuntamento internazionale dedicato a pesca e acquacoltura, il Ministero dell’Agricoltura ha illustrato l’evoluzione del piano straordinario aggiornando operatori e buyer internazionali sullo stato delle misure adottate per fronteggiare la diffusione del Callinectes sapidus, la specie invasiva che ha colpito in particolare le aree di venericoltura del Delta del Po.
Il piano, elaborato dal Commissario straordinario Enrico Caterino e approvato dal MASAF e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, punta oggi a una “convivenza produttiva”. “L’eradicazione totale è biologicamente complessa, se non impossibile. L’obiettivo è una gestione scientifica e integrata che garantisca sostenibilità ambientale ed economica”, ha dichiarato Caterino durante la presentazione alla fiera. La priorità resta la protezione delle aree di semina della vongola verace, tra i comparti più colpiti dall’invasione. Secondo quanto comunicato, la strategia prevede l’impiego di strumenti tecnologici mirati: dissuasori acustici a ultrasuoni, barriere elettriche a basso voltaggio, griglie a maglia stretta e reti rinforzate per impedire l’accesso massivo del predatore. Le sperimentazioni sono state condotte con il supporto tecnico-scientifico dell’ISPRA, in coordinamento con il MASE. Accanto alla difesa passiva, è stata rafforzata la pesca selettiva intensiva del crostaceo. Le marinerie del Nord Adriatico hanno adottato nasse modificate e trappole progettate per massimizzare la cattura del granchio blu riducendo le catture accidentali di altre specie. L’attività di prelievo non ha solo una funzione economica ma anche di monitoraggio: consente di osservare la distribuzione e la densità della specie, fornendo elementi utili alla gestione futura. Il piano prevede inoltre incentivi alla diversificazione dell’acquacoltura, con particolare attenzione all’ostrica concava, considerata più resiliente sia alla predazione sia agli effetti del cambiamento climatico. I dati diffusi dal MASAF indicano che tra aprile e novembre 2025, nelle regioni Veneto ed Emilia-Romagna, sono state catturate oltre 3.700 tonnellate di granchio blu, di cui quasi 1.500 tonnellate immesse sul mercato, con volumi triplicati rispetto all’anno precedente. La valorizzazione commerciale rappresenta uno dei pilastri della strategia: il Ministero ha confermato l’attivazione di canali di esportazione verso mercati dove il crostaceo è già consumato, tra cui Stati Uniti e Paesi asiatici, oltre alla sottoscrizione di accordi con l’industria conserviera nazionale per la trasformazione e la distribuzione nel settore Ho.Re.Ca.
L’industria ittica italiana genera oltre 11 miliardi di euro di valore aggiunto e occupa circa 157 mila lavoratori, secondo dati istituzionali presentati nel corso della manifestazione. Il granchio blu continua a rappresentare una pressione significativa sugli ecosistemi lagunari del Nord Adriatico. Tuttavia, la strategia illustrata a Barcellona evidenzia un passaggio strutturale: dall’intervento emergenziale a un modello che integra contenimento, innovazione tecnologica e costruzione di una filiera commerciale.

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