Il nostro sito web utilizza i cookie per migliorare e personalizzare la tua esperienza e per mostrare eventuali annunci pubblicitari. Il nostro sito può includere anche cookie di terze parti, come Google Adsense, Google Analytics e YouTube. Utilizzando il sito web, acconsenti all’uso dei cookie.

Abbiamo aggiornato la nostra Informativa sulla Privacy. Clicca sul pulsante per consultarla.

Scienza: strumenti d’osservazione delle onde gravitazionali perfezionati con l’intelligenza artificiale al GSSI

L’AQUILAUn team internazionale di ricercatori, appartenenti al GSSI – Gran Sasso Science Institute (L’Aquila), al Caltech – California Institute of Technology (Pasadena), e a Google DeepMind (Londra), ha utilizzato l’intelligenza artificiale per perfezionare uno degli strumenti di osservazione scientifica più sensibili mai costruiti: gli interferometri laser per la rivelazione di onde gravitazionali. Un articolo pubblicato oggi sulla rivista Science, e firmato anche da Jan Harms e Tomislav Andric, rispettivamente professore ordinario e ricercatore post-doc al GSSI, entrambi ricercatori associati all’INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, presenta Deep Loop Shaping, un nuovo metodo di intelligenza artificiale essenziale per l’osservazione di onde gravitazionali con strumenti più sensibili e di nuova generazione, come l’Einstein Telescope. Lo studio arriva a pochi giorni dal decimo anniversario della prima osservazione a Terra delle onde gravitazionali (il 14 settembre 2015), vibrazioni dello spazio-tempo teorizzate da Albert Einstein un secolo prima.
Secondo lo studio, il Deep Loop Shaping riduce il rumore e migliora il controllo nel sistema di un osservatorio gravitazionale da 30 a 100 volte. Se applicato ai rivelatori attuali – LIGO negli Stati Uniti, Virgo in Italia, e KAGRA in Giappone – potrebbe aiutare gli astronomi a rilevare e raccogliere dati su centinaia di eventi di onde gravitazionali in più all’anno, con un livello di precisione assai maggiore. Da quando sono state osservate per la prima volta, le onde gravitazionali hanno rivoluzionato l’astronomia, permettendo di osservare centinaia di collisioni tra buchi neri e stelle di neutroni, comprendere la morte delle stelle massicce e la nascita di nuovi buchi neri, svelare la fisica degli eventi più estremi dell’Universo (inclusa la creazione di elementi pesanti come l’oro), e di gettare le basi per lo studio delle proprietà della materia in condizioni estreme e la comprensione del destino dell’Universo.

 

Articoli Correlati