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Riforma Corte dei Conti: magistrati in agitazione. ANM: “Rischio autonomia contabile”

ROMA – La riforma della Corte dei Conti approvata in Consiglio dei Ministri rischia di creare un pericoloso corto circuito con la magistratura contabile che ha già annunciato la possibilità di uno sciopero in autunno. Il testo del governo riforma in profondità l’attività dell’istituzione di Viale Mazzini. I magistrati chiedono un confronto sopratutto su alcuni punti rilevanti. Tra questi quello che riguarda la distinzione tra le funzioni requirenti, esercitate dai pubblici ministeri contabili, e quelle giudicanti. Il passaggio da una funzione all’altra diventerebbe molto più complesso: prima di cambiare ruolo, infatti, il magistrato dovrebbe trascorrere tre anni negli uffici di controllo. Un meccanismo che, secondo i giudici contabili, finirebbe per introdurre una sorta di separazione delle carriere. Una scelta che il governo considera funzionale a una maggiore distinzione dei ruoli, ma che l’Associazione magistrati della Corte dei Conti ritiene impraticabile nei fatti.
A sostegno delle tesi dei colleghi arriva una dichiarazione dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM): “La riforma della Corte dei Conti mette a rischio autonomia e indipendenza della magistratura contabile: è pericolosa per la tutela dei diritti dei cittadini. Siamo preoccupati per questa ennesima forzatura del governo che continua a evitare ogni dialogo con la magistratura ed esprimiamo la nostra piena vicinanza ai colleghi che sono in stato di mobilitazione”.

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