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Recensioni food: le nuove regole tra l’addio ai temuti critici e i blogger del gusto

ROMA – Con l’introduzione di nuove regole per le recensioni nel food (chi scrive una recensione deve poter dimostrare con uno scontrino fiscale di essere stato realmente in quel ristorante), il quotidiano Agroalimentare News, apre un’altra questione: “Serve ancora il critico severo alla vecchia maniera, o siamo destinati a leggere solo consigli per gli acquisti?”. La domanda impatta con un trend che da alcuni anni ha trasformato l’editoria di settore in un tazebao di offerte gastronomiche. Secondo il quotidiano siamo passati dall’epoca dei “temutissimi” critici (anche quello forse un eccesso) alla democratizzazione del giudizio in un panorama saturo (incompetente) e poco trasparente.
Il critico alla vecchia maniera (quello che entrava in incognito, pagava il conto e distruggeva una carriera con una recensione al vetriolo sul quotidiano nazionale è una figura estinta per diversi motivi a cominciare dal fatto che i giornali non hanno più i budget di una volta per rimborsare cene da centinaia di euro. Questo spinge molti verso le “cene stampa” o gli inviti, dove il commento diventa inevitabilmente meno obiettivo ma accanto c’è anche una minore capacità di valutare tecnicamente un piatto e la complessità della sua preparazione.

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