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Primo Soccorso nelle scuole, Balzanelli (SIS 118): “L’insegnamento delle manovre per comprendere il valore della vita contro la violenza minorile”

ROMA – Scuole ricominciate ma ancora senza l’insegnamento della pratica di “Primo Soccorso” nei piani didattici. A puntare il dito sul mancato obbligo di insegnamento della pratica di azioni salvavita di primo soccorso nelle scuole italiane è il presidente nazionale del SIS 118 Mario Balzanelli. “Con una iniziativa popolare di oltre 93mila firme nel 2005, così come prevede l’articolo 71 della Costituzione – che sancisce la potestà del popolo italiano di diventare legislatore – avevamo chiesto al governo italiano di introdurre l’insegnamento nelle scuole della manovra del massaggio cardiaco, cioè la compressione ritmica e profonda del torace, parte fondamentale della rianimazione cardiopolmonare (RCP), che mira a mantenere la circolazione sanguigna e l’apporto di ossigeno agli organi vitali durante un arresto cardiaco. Dopo 10 anni di iter parlamentare – continua Balzanelli – con l’articolo 1 della legge 107/2015, è stata sancita l’introduzione del Primo Soccorso tra i percorsi formativi previsti per le scuole secondarie, di primo e secondo grado. Nel settembre 2017 abbiamo presentato al MIUR le linee guida interministeriali per tale insegnamento, sancite congiuntamente dal MIUR e dal Ministero della Salute, alla cui redazione la Società Italiana Sistema 118 (SIS118) ha partecipato fornendo contributi, scientifici e metodologici, determinanti. Nel primo semestre 2018 abbiamo effettuato, su mandato del MIUR, una sperimentazione del percorso formativo, a titolo gratuito, in 13 province del Paese, provvedendo, quali Sistemi di Emergenza Territoriale 118, a formare e ad addestrare, in ambito teorico e pratico, 5000 studenti, nelle fasce d’età comprese tra la scuola dell’infanzia e le scuole secondarie di secondo grado. Sembrava cosa fatta per un’Italia che voleva porsi al centro di un modello sociale responsabile sotto il profilo di una formazione “salvavita” e contemporaneamente insegnare ad adolescenti il valore della vita come deterrente di violenza che in questi anni sta affliggendo la scuola”. Commenta con amarezza il presidente SIS 118. “Non solo è stata fatta cadere nel vuoto una delle più importanti raccolte di firme negli ultimi venti anni ma non si è compreso che questo insegnamento portava con se anche un forte contenuto pedagogico. Il quesito che rivolgo al ministro Valditara è se dobbiamo accontentarci di commentare passivamente ogni volta atti di violenza nella scuola o plasmare le coscienze dei nostri ragazzi verso il valore della vita. E farli diventare potenziali protagonisti di un’azione salvavita in casa o su un campo di calcetto. È in questo modo che una comunità cresce e si migliora. Per questo chiediamo un incontro
con il Ministro della Pubblica Istruzione Valditara con l’obiettivo di recuperare il tempo perso”. Conclude il presidente del SIS 118 Balzanelli.

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