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Addio a Piero Angela (93), inventò SuperQuark cambiando il linguaggio della conoscenza

Addio a Piero Angela (93), inventò SuperQuark cambiando il linguaggio della conoscenza
(PRIMAPRESS) - ROMA - Fa strano dover annunciare la scomparsa del giornalista e conduttore televisivo Piero Angela. Ci sono figure, che avendo accompagnato generazioni prima dai programmi radiofonici e poi da quelli televisivi della RAi, sembrano non dover subire il trascorrere del tempo. A 93 anni, invece, il divulgatore scientifico per eccellenza ci ha lasciato non senza testimonianze ed esortazioni a prendersi cura di questo Paese. storico volto della Rai. Il figlio Alberto, altro volto televisivo nel dare l'annuncio ha scritto: «Buon viaggio papà». Immediato anche il messaggio di Sergio Mattarella: «Scompare un grande italiano cui la Repubblica è riconoscente» Nei giorni scorsi aveva scritto un messaggio che è stato diffuso oggi dai canali social della sua trasmissione SuperQuark. «Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese». Anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha voluto ricordare Angela con un messaggio: «È stato un grande italiano, capace di unire il Paese come pochi», ha detto, «ha reso l’Italia un Paese migliore». 
Nato a Torino il 22 dicembre 1928, figlio di uno psichiatra antifascista (riconosciuto anche tra i «Giusti delle nazioni» per aver salvato alcuni ebrei dai nazifascisti), Angela ha iniziato a lavorare per la Rai nel 1952.  Angela era sposato con Margherita Pastore, da cui ha avuto due figli: Christine, classe 1958, e Alberto archeologo, nato nel 1962. Alberto ha seguito le orme del padre in tv: ha ideato e conduce programmi Rai di successo come «Ulisse- Il piacere della scoperta». Negli ultimi anni, Angela aveva parlato del suo matrimonio in diverse interviste: «Mia moglie», aveva detto, «è stata una santa, il nostro è stato un vero colpo di fulmine e io le devo tutto». Nel 2020, intervistato dal settimanale Oggi, aveva ammesso: «Lei è più di metà del mio successo. Ha rinunciato alla carriera e portato pazienza per le mie assenze. Mi ha seguito in tutte le mie peregrinazioni. Ha tirato su due figli magnifici. Ma non le ho mai detto “ti amo”». Il motivo? Le sue origini: «Sono piemontese, anche se levigato da anni all’estero e a Roma, e nel nostro dialetto non esiste il verbo “amare”: usiamo il più contegnoso vorej bin, voler bene. - (PRIMAPRESS)