ROMA – Dopo la notizia dell’apertura delle indagini della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto dello Stretto di Messina, monta la polemica con le opposizioni che puntano il dito sulla premier Meloni, responsabile, a loro dire di aver assecondato il leader della Lega, Matteo Salvini per evitare spaccature nella maggioranza.
Dagli uffici della Procura è uscito un decreto di perquisizione a carico di 3 persone tra cui un ex presidente aggiunto della Corte di Conti, un avvocato già consigliere di amministrazione della società “Stretto di Messina Spa” e un imprenditore.
Secondo l’impianto accusatorio, i “due avrebbero anche tentato di avvicinare magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione”. “Volevano condizionare la Corte dei Conti” è l’accusa pesante della Procura che dovrà essere verificata. Intanto è certo il fermo dell’opera.
Ponte sullo stretto, Procura di Roma: “Condizionamento della Corte dei Conti”. Le reazioni delle opposizioni

