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Politiche agricole: il bilaterale Francia-Italia per salvaguardare le produzioni d’origine

ROMA – Il recente vertice intergovernativo tra Italia e Francia tenutosi ad Antibes non solo è servito a rimuovere qualche piccola divergenza del passato tra Macron e Meloni ma anche a rinsaldare una rinnovata concezione di un’Europa più svincolata da dipendenze anche nelle politiche agroalimentari.
Nel bilaterale tra il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e la ministra francese dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Annie Genevard, inserito nel summit guidato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, è emersa la volontà di rafforzare il coordinamento tra i due Paesi su temi considerati strategici per il futuro delle produzioni europee. Tra le priorità condivise figura innanzitutto la Politica Agricola Comune (PAC), che Italia e Francia continuano a considerare uno dei principali strumenti di sostegno al sistema agricolo europeo. La posizione comune punta a preservarne la dotazione finanziaria, ritenuta indispensabile per accompagnare le imprese agricole nella transizione ambientale, garantire la sicurezza alimentare e assicurare stabilità ai mercati in una fase caratterizzata da forti tensioni geopolitiche ed economiche. Un secondo punto riguarda il principio della reciprocità commerciale, destinato a occupare un ruolo sempre più centrale nelle future politiche dell’Unione Europea. Roma e Parigi sostengono infatti la necessità che i prodotti provenienti da Paesi terzi rispettino gli stessi standard ambientali, sanitari e produttivi richiesti agli agricoltori europei, evitando condizioni di concorrenza che possano penalizzare le imprese comunitarie. Nello stesso quadro si inserisce anche la richiesta di estendere a livello europeo l’obbligo dell’etichettatura di origine, considerata uno strumento di trasparenza per i consumatori e di valorizzazione delle produzioni agricole. Uno dei risultati più significativi del vertice riguarda il sistema delle Indicazioni Geografiche. Italia e Francia hanno sottoscritto un Memorandum d’intesa, con il coinvolgimento dell’INAO, finalizzato a rafforzare la cooperazione nella tutela delle produzioni DOP e IGP, intensificando le attività di vigilanza, comprese quelle nei canali digitali, e coordinando le iniziative di promozione e protezione sui mercati internazionali. L’accordo assume particolare rilievo anche alla luce dell’evoluzione del quadro normativo europeo. Il Regolamento (UE) 2024/1143, entrato in vigore nei mesi scorsi, ha infatti riformato il sistema delle Indicazioni Geografiche rafforzando il ruolo dei gruppi di produttori, introducendo nuovi strumenti di tutela anche online e riconoscendo alle produzioni certificate una funzione sempre più strategica nella valorizzazione economica e territoriale delle aree di origine. La collaborazione tra Italia e Francia si inserisce proprio in questo percorso di consolidamento del sistema europeo della qualità. Sul piano della ricerca scientifica, il vertice ha inoltre portato alla firma di una dichiarazione d’intenti tra il CREA e l’istituto francese INRAE, con l’obiettivo di sviluppare programmi comuni nei settori dell’innovazione, della sostenibilità e del trasferimento tecnologico applicato all’agricoltura. Oltre agli aspetti strettamente agricoli, l’intesa tra Roma e Parigi assume un significato più ampio. Le produzioni certificate rappresentano oggi uno degli elementi distintivi dell’identità dei territori europei e costituiscono un fattore sempre più rilevante anche per il turismo enogastronomico. La tutela delle DOP e delle IGP non riguarda quindi soltanto la protezione di una denominazione, ma contribuisce a rafforzare il legame tra produzioni locali, cultura, paesaggio e competitività delle destinazioni. Il vertice di Antibes conferma così una tendenza sempre più evidente nelle politiche agroalimentari europee: la competitività delle filiere passa sempre più dalla capacità di coniugare qualità, innovazione, tutela dell’origine e cooperazione internazionale. In questo scenario, l’asse tra Italia e Francia punta a presentarsi ai prossimi tavoli europei con una posizione condivisa sui principali temi destinati a influenzare il futuro dell’agricoltura e delle produzioni identitarie del continente.
 

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