Il nostro sito web utilizza i cookie per migliorare e personalizzare la tua esperienza e per mostrare eventuali annunci pubblicitari. Il nostro sito può includere anche cookie di terze parti, come Google Adsense, Google Analytics e YouTube. Utilizzando il sito web, acconsenti all’uso dei cookie.

Abbiamo aggiornato la nostra Informativa sulla Privacy. Clicca sul pulsante per consultarla.

Piano Casa, Legacoop critica il decreto

ROMA, 19 MAGGIO 2026 –

Il Piano Casa del Governo “riporta il tema abitativo al centro dell’agenda pubblica”, ma presenta ancora “forti criticità sul piano sociale, urbanistico e della coerenza con gli indirizzi europei”. È la posizione espressa da Legacoop al termine dell’audizione svoltasi oggi in Commissione VIII della Camera dei Deputati.

Secondo l’organizzazione cooperativa, il modello previsto dal decreto rischia di favorire la finanziarizzazione dell’abitare, senza garantire una reale priorità alla locazione a canone calmierato e senza coinvolgere adeguatamente i soggetti dell’economia sociale, come le cooperative di abitanti.

Legacoop sottolinea come in Italia oltre quattro milioni di famiglie destinino più del 30% del reddito ad affitto o mutuo, mentre circa 1,5 milioni vivono condizioni di disagio abitativo acuto.

Gamberini: “Serve più attenzione alla cooperazione”

“Serve una evoluzione del Piano Casa”, ha dichiarato il presidente di Legacoop Simone Gamberini. “Occorre prestare una attenzione diversa alla dimensione cooperativa, dando priorità anche alla locazione a canone calmierato”.

Secondo Gamberini esiste una “differenza sostanziale tra innovazione delle partnership pubblico-private e finanziarizzazione dell’abitare”.

Legacoop propone quindi un modello “limited profit” che includa tra i soggetti attuatori le cooperative di abitanti, con vincoli chiari su sostenibilità dei canoni, affitto accessibile e garanzie pubbliche.

I dubbi sui profili europei del Piano

Nel corso dell’audizione sono state presentate proposte emendative per rafforzare il carattere sociale del Piano Casa, introducendo il principio della prevalenza della locazione e criteri più stringenti sulla gestione sociale degli alloggi.

Secondo Legacoop, nella formulazione attuale il Piano rischia di configurarsi “più come una piattaforma di investimento immobiliare sostenuta con risorse pubbliche che come un vero servizio abitativo di interesse generale”.

Tra le criticità evidenziate anche il possibile contrasto con gli indirizzi europei in materia di housing sociale e Servizi di Interesse Economico Generale.

“Senza vincoli chiari su accessibilità, reinvestimento e tutela dello stock sociale, il rischio è che gli alloggi realizzati con risorse pubbliche escano progressivamente dal perimetro dell’edilizia sociale”, ha dichiarato Rossana Zaccaria, presidente di Legacoop Abitanti.

Articoli Correlati