ROMA, 16 GIUGNO 2026 – L’emergenza abitativa torna al centro del dibattito nazionale mentre il Parlamento è impegnato nell’esame del decreto Piano Casa. Da Roma arriva l’appello di Legacoop Abitanti, che chiede un rafforzamento delle misure dedicate all’affitto sostenibile e una maggiore attenzione alle esigenze delle famiglie escluse dal mercato immobiliare.
Il tema è stato al centro di un incontro che ha riunito istituzioni, rappresentanti delle Regioni, operatori del settore e mondo cooperativo per analizzare le prospettive del nuovo Piano Casa e il suo rapporto con le politiche europee.
Cresce il divario tra mercato e bisogni delle famiglie
Secondo Legacoop, l’Italia vive una contraddizione sempre più evidente. Da un lato il mercato immobiliare continua a mostrare segnali positivi, con investimenti in crescita e una buona dinamica delle compravendite. Dall’altro aumenta il numero di famiglie che incontrano difficoltà nell’accesso a una casa a costi sostenibili.
Una situazione che interessa soprattutto giovani, lavoratori a reddito medio e nuclei familiari che non rientrano nei requisiti dell’edilizia pubblica ma che non riescono a sostenere i canoni richiesti dal mercato privato.
Più spazio alla locazione sociale
Tra le proposte avanzate da Legacoop Abitanti figura il rafforzamento della locazione a canone calmierato come asse portante della futura politica abitativa nazionale.
L’organizzazione chiede che il Piano Casa favorisca prioritariamente la realizzazione e la gestione di alloggi destinati all’affitto stabile e di lunga durata, evitando interventi limitati alla sola valorizzazione immobiliare.
Particolare attenzione viene posta anche alla definizione dei canoni calmierati, che dovrebbero essere collegati alla reale capacità economica delle famiglie e alle diverse condizioni territoriali.
Il ruolo della cooperazione abitativa
Uno dei nodi affrontati durante il confronto riguarda la partecipazione delle cooperative tra i soggetti attuatori degli interventi previsti dal Piano.
Secondo Legacoop, il modello cooperativo rappresenta una garanzia di stabilità e continuità nella gestione degli alloggi sociali, assicurando il mantenimento della funzione pubblica degli immobili anche nel lungo periodo.
La cooperazione abitativa gestisce infatti patrimoni costruiti nel corso di decenni e destinati a rimanere nel tempo a servizio delle comunità locali.
Europa e Italia verso una strategia comune
L’iniziativa ha evidenziato anche la necessità di coordinare il Piano Casa italiano con le nuove politiche europee sull’housing accessibile.
Nei prossimi mesi entreranno infatti nella fase operativa diversi strumenti promossi dall’Unione Europea e dalla Banca Europea per gli Investimenti per sostenere programmi abitativi rivolti alle fasce più fragili della popolazione.
Per Legacoop il successo del Piano Casa dipenderà dalla capacità di integrare risorse nazionali ed europee all’interno di una strategia condivisa che metta al centro il diritto all’abitare e la sostenibilità sociale degli interventi.
Le sfide dei prossimi mesi
Il confronto tra istituzioni, operatori e rappresentanti del settore ha confermato come il tema della casa sia destinato a diventare una delle principali questioni sociali ed economiche dei prossimi anni.
L’obiettivo indicato dai partecipanti è costruire un sistema in grado di aumentare l’offerta di abitazioni accessibili, favorire gli investimenti a lungo termine e garantire maggiore equilibrio tra mercato e tutela sociale.

