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Pasqua 2026: il caro energia e carburante spinge il turismo di prossimità. Confesercenti: “In movimento 3,8 mln di italiani”

ROMA – I numeri del turismo pasquale saranno fortemente influenzati dal costo dell’energia e del petrolio che riflettono gli andamenti del mercato per effetto della guerra in MediOriente.
Secondo le prime stime di Confesercenti, 1 famiglia su 7 (pari a circa 3,8 milioni di famiglie) sceglierà di trascorrere Pasqua fuori casa. Di questi oltre il 96% resterà in Italia, scegliendo soluzioni low cost in b&b, agriturismi o appartamenti in affitto.
Nei prossimi due giorni a viaggiare saranno soprattutto studenti e lavoratori fuorisede che dovranno mettere in conto viaggiando in autostrada un +4% di benzina e +26 % di diesel rispetto al 2025 nonostante il taglio delle accise.
Viaggiare in treno costerà +11% e l’aereo sfiora il +18%. Ma le differenze maggiori si rilevano tra i costi dei biglietti durante le festività e quelli applicati nei periodi immediatamente precedenti
Le ultime stime diffuse da FIPE-Confcommercio indicano che nelle festività pasquali oltre 6,5 milioni di italiani scelgono il ristorante per il pranzo di Pasqua, generando un giro d’affari superiore ai 400 milioni di euro. A incidere sul comparto è però l’incertezza internazionale. Il presidente di FIPE-Confcommercio Roma, Sergio Paolantoni, ha segnalato nelle scorse settimane una flessione delle prenotazioni alberghiere e della domanda nei ristoranti della Capitale, attribuendo il rallentamento al clima di instabilità legato ai conflitti in atto e alla contrazione dei flussi provenienti da mercati esteri ad alta capacità di spesa. Secondo Paolantoni, il comparto romano avrebbe registrato migliaia di prenotazioni in meno rispetto alle attese, con una conseguente riduzione dei coperti previsti nei giorni di Pasqua e Pasquetta. Un segnale che riguarda in particolare la ristorazione urbana e di fascia medio-alta, maggiormente esposta alla domanda internazionale.
Le criticità della Pasqua 2026 confermano, tuttavia, la forza del turismo di prossimità. Le scelte di viaggio si orientano verso soggiorni brevi, facilmente raggiungibili e legati a esperienze territoriali ed enogastronomiche. Questo favorisce non solo le città d’arte, ma anche borghi, agriturismi e destinazioni rurali, contribuendo a una distribuzione più ampia dell’indotto economico. Uno scenario che anticipa anche la prossima stagione estiva se non interverranno fattori di riequilibrio nella situazione geopolitica.

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