NAPOLI – Il Napoli vince, soffre e colpisce al momento giusto. Ed è proprio questo il segnale più forte lanciato al campionato. Al Diego Armando Maradona gli azzurri battono 1-0 il Milan e si prendono il secondo posto, scavalcando i rossoneri alle spalle dell’Inter. Non solo tre punti: una prova di maturità.
La squadra di Conte, priva di Hojlund, parte con qualche difficoltà. Il gioco fatica a trovare fluidità e Giovane resta inizialmente ai margini della manovra. Serve allora l’iniziativa individuale, con Spinazzola tra i più attivi nel tentare di accendere la partita. Il Milan, però, non si scopre e risponde con ordine, affidandosi soprattutto ai movimenti sugli esterni. Nkunku prova a creare pericoli con i suoi tagli, ma il suo resta l’unico squillo rossonero nel primo tempo.
È una partita bloccata, tattica, quasi trattenuta. E anche nella ripresa, almeno inizialmente, sembra seguire lo stesso copione. Giovane cresce e prova a scuotere il Napoli, arrivando a impegnare Maignan con un sinistro da fuori, ma la sensazione è che la gara possa scivolare verso uno 0-0 senza troppi scossoni.
Poi cambia tutto. E cambiano gli uomini.
Conte si affida alla panchina e trova le risposte che cercava. Gli ingressi di Alisson Santos e Politano rompono l’equilibrio, alzano il ritmo, spostano l’inerzia. È proprio da una giocata del brasiliano che nasce l’episodio decisivo: al 79’ l’invenzione per Gutierrez apre il campo, il cross sul secondo palo è preciso e Politano, con freddezza, trova la zampata vincente. Il Maradona esplode.
A quel punto il Milan prova a reagire. Allegri si gioca anche la carta Leao, cercando più peso offensivo e profondità. Ma è una reazione più di nervi che di costruzione. Il Napoli si compatta, gestisce, non concede spazi. E porta a casa una vittoria pesantissima.
La differenza, alla fine, sta tutta lì: nella capacità di leggere la partita e colpire nel momento decisivo. Il Napoli ha saputo aspettare, cambiare pelle, sfruttare la panchina. Il Milan, invece, ha mostrato solidità ma poca incisività quando si è trattato di fare il salto di qualità.
Con questo successo gli azzurri salgono a 65 punti, restano a -7 dall’Inter ma soprattutto mettono la freccia sul Milan, ora terzo a quota 63. La corsa europea si accende, e il Napoli manda un messaggio chiaro: non è più solo spettacolo, è anche concretezza.
E in questo finale di stagione, è proprio la concretezza che fa la differenza.

