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Morte Fakir: i 6 indagati dalla Procura di Bologna e i chiarimenti di Piantedosi sullo “Scudo Penale”

BOLOGNA – La Procura di Bologna ha iscritto 6 persone nel registro degli indagati per la morte del quarantenne marocchino Fakir. Si tratta di due poliziotti e i quattro operatori sanitari che appaiono nelle immagini del video che ha fatto il giro del mondo, con Fakir steso a terra ammanettato e i due agenti sopra di lui che lo tengono fermo. Il poliziotto capo pattuglia ha 5 anni di servizio, l’altro due. Il fascicolo aperto è il 45 bis, un modello che riguarda persone “che sembrano aver partecipato a un fatto con la presenza di una causa di giustificazione”. Oltre alle immagini video di cittadini, ci sono le bodycam dei due agenti e queste sono già in mano degli inquirenti.
In questo scenario, però, si alimentano le pericolose contrapposizioni politiche con il dito puntato dalla destra sul sindaco di Bologna che avrebbe alimentato l’odio contro le forze di polizia coinvolgendo la piazza e la sinistra che ha subito strumentalizzato una tragedia. In mezzo c’è la richiesta di verità tra azioni protocollari dei poliziotti o eventuali abusi con il ministro Piantedosi che chiarisce che non è l’applicazione della norma dello “Scudo Penale” facendo scattare l’idea dell’impunità ma una fase di verifica delle prove.

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