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MediOriente: il pericoloso stallo del conflitto iraniano. A Hormuz l’istituzione di un’area di “Supervisione”

MEDIORIENTE- Le dichiarazioni minacciose del presidente americano, Donald Trump, mentre si tentano mediazioni per un accordo, non aiutano ad uscire dallo stallo in cui versa il conflitto israeliano. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian afferma che “tutte le vie” per una soluzione diplomatica “restano aperte da parte nostra”, ma avverte che “costringere l’Iran alla resa con la coercizione non è altro che un’illusione”. Gli ultimatum di Trump si spostano settimane dopo settimane confermando di essere intrappolati in guado da cui risulta difficile uscire senza andare ad uno scontro frontale di grandi dimensioni compattando alcuni paesi e creando una situazione di isolamento per Trump ma anche per Israele. Ieri, infatti, la violenza ordinata dal ministro di estrema destra Ben Gvir sugli equipaggi della Flottilla ha ricevuto una condanna internazionale. Il suo video in cui schernisce gli attivisti rapiti a bordo di una flottiglia umanitaria di Gaza, mentre vengono maltrattati dalle guardie carcerarie israeliane, è diventato virale.
La nuova Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico ha annunciato l’istituzione di un’area di “supervisione” nello Stretto di Hormuz che richiede un permesso per il transito, dichiarando che “il passaggio senza autorizzazione sarà considerato illegale”.
Gli attacchi israeliani contro il Libano meridionale hanno causato la morte di oltre 20 persone, secondo il Ministero della Salute libanese e i media, mentre la proroga del “cessate il fuoco” concordata tra funzionari libanesi e israeliani rimane solo sulla carta.

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