ROMA – La manovra economica ha passato al setaccio gli emendamenti che erano arrivati dalle varie Commissioni e ieri a Palazzo Chigi si è trovato un accordo su alcune “voci” che bloccavano l’iter del provvedimento. Nel dettaglio: «Si è trovato un accordo sugli affitti brevi, sull’ampliamento dell’esenzione Isee sulla prima casa, sull’articolo 18 riferito ai dividendi, è stata chiarita la possibilità di compensazione anche per i contributi previdenziali delle imprese, e si è discusso delle misure a favore delle forze dell’ordine».
«Siamo tutti d’accordo sulla necessità di cancellare l’aumento dell’aliquota dal 21% al 26% per chi affitta una casa» ha detto il capogruppo di Fi Maurizio Gasparri, al termine del vertice. Per chi “affitta una seconda casa l’aliquota resta invariata rispetto la legislazione vigente”, continua, e invece «si sta ragionando» sul limite a partire dal quale scatterebbe “l’attività di impresa”. L’ipotesi in campo, più che legittima, è chi sia a partire dal terzo appartamento. Gasparri spiega poi che come per tutte le altre misure “sarà il Tesoro a valutare nel merito le coperture”. Tra le maglie degli emendamenti anche una proposta di “fondi certi” per Roma.
Manovra 2026: affitti brevi, Irpef, Forze dell’Ordine e fondi certi per la Capitale

