MALDIVE – Riprenderanno questa mattina le ricerche e le operazioni di recupero dei quattro italiani deceduti, e ancora dispersi in una grotta che arriva a oltre 60 metri di profondità in un atollo a sud di Malè. La grotta consiste in tre ambienti che si aprono l’uno sull’altro. I sommozzatori sono riusciti a raggiungere i primi due corpi.
Le cause non sono ancora chiare di come si è consumata la tragedia. Qualche ipotesi avanzata riguarda la formazione di vegetazione lungo le pareti rocciose, microrganismi che se toccati anche inavvertitamente, provocano una nebulosità dell’acqua tale da rendere difficile ritrovare l’uscita della grotta. Altra ipotesi è la miscela dei gas nelle bombole utilizzate dai sub. In determinate condizioni, infatti, anche gas naturali come l’ossigeno possono diventare tossici.
Dei cinque sub è stato ritrovato al momento il corpo dell’istruttore Gianluca Benedetti, le ricerche tenteranno di individuare Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri.
Maldive: riprendono le ricerche per trovare i sub italiani. Ipotesi sulle cause tra miscela bombole e microrganismi che rendono nebulosa l’acqua

