LIBANO – Sono salute a 12 le persone uccise nei giorni successivi all’accordo di cessate il fuoco e durante i colloqui mediati dagli Stati Uniti. Tra le vittime figurano anche alti ufficiali dell’esercito libanese.
L’esercito libanese ha dichiarato che un generale di brigata, un capitano e un soldato sono morti in un attacco israeliano contro un veicolo militare sulla strada Khardali-Nabatieh.
L’esercito israeliano ha affermato che l’attacco di sabato è avvenuto in una “zona di combattimento attiva” e che “gli spostamenti in una zona di combattimento richiedono il coordinamento” con l’esercito israeliano. Ha aggiunto che “l’incidente è tuttora oggetto di indagine”.
L’esercito libanese ha dichiarato che “il protrarsi della deliberata e ripetuta brutale aggressione israeliana… mira a vanificare ogni sforzo per raggiungere una soluzione”.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato l’attacco definendolo una “flagrante violazione della sovranità libanese e delle leggi e norme internazionali”.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam lo ha descritto come “un crimine efferato e un attacco al Libano e a tutto il popolo libanese”.
In una dichiarazione, Salam ha espresso le sue condoglianze alle famiglie e ai colleghi del generale di brigata Wassam Sabra, del capitano Elie Khoury e del soldato Hussein Ghozal, nonché all’esercito libanese stesso.
Nel corso della giornata di sabato, l’esercito libanese ha annunciato che il suo comandante, il generale Rudolf Haykal, si stava recando in Pakistan per colloqui con il suo omologo pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir.
La visita di Haykal si inserisce nel contesto degli sforzi del Pakistan per mediare i negoziati volti a porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, con gli attacchi israeliani al Libano tra i principali punti critici.
Libano: salite a 12 le vittime dell’attacco Idf. Morti i comandanti Haykal e Munir

