ROMA – Se per questa estate molti piccoli comuni italiani hanno fatto una scelta di campo nella lotta progressiva all’overtourism che poco o niente lascia all’economia di una città, c’è un’altra battaglia che sta particolarmente a cuore di alcuni sindaci: quella al decoro urbano.
Sul Lago di Como, fioccheranno multe fino a 200 euro per chi circola a torso nudo o in costume da bagno fuori dalle aree balneabili, gruppi turistici limitati a un massimo di 25 persone e stop all’utilizzo di altoparlanti o altri dispositivi di amplificazione durante le visite guidate. Sono alcune delle misure adottate dal Comune di Varenna, sul Lago di Como, con l’obiettivo di tutelare il decoro urbano e migliorare la convivenza tra residenti e visitatori in uno dei borghi più frequentati del turismo italiano. Il provvedimento nasce dalla necessità di gestire flussi turistici che, soprattutto durante la stagione estiva, interessano un centro abitato di poco più di seicento residenti. Le nuove disposizioni prevedono che, al di fuori delle spiagge e delle aree dedicate alla balneazione, sia richiesto un abbigliamento ritenuto adeguato per passeggiare nel centro storico, accedere ai luoghi di culto o frequentare esercizi pubblici come ristoranti e attività commerciali. Accanto alle norme sul decoro personale, il Comune ha introdotto anche misure organizzative rivolte alle visite di gruppo. Le comitive non potranno superare le venticinque persone e le guide turistiche dovranno rinunciare ai megafoni, nel tentativo di ridurre l’impatto acustico e migliorare la vivibilità degli spazi pubblici. Secondo quanto riportato dall’amministrazione comunale, le nuove disposizioni hanno raccolto il consenso di numerosi residenti e operatori economici, che negli ultimi anni avevano segnalato comportamenti ritenuti poco rispettosi del contesto urbano e della quotidianità del borgo. Varenna non rappresenta un caso isolato. Diverse località italiane hanno già adottato regolamenti analoghi per disciplinare alcuni comportamenti dei visitatori. Tra queste figurano Tropea, Scalea, Gallipoli, Eraclea, Favignana, Levanzo, Marettimo e San Vito Lo Capo, dove sono previste sanzioni per chi non rispetta le disposizioni comunali sul decoro negli spazi pubblici. A Portofino, nel 2023, l’amministrazione ha introdotto le cosiddette “zone di divieto di sosta” in alcuni punti panoramici particolarmente congestionati, per evitare gli assembramenti generati dai flussi turistici. Il tema si inserisce in un dibattito sempre più ampio sulla gestione dell’overtourism, fenomeno che interessa numerose destinazioni europee caratterizzate da elevata attrattività e dimensioni contenute. La crescita dei flussi turistici rappresenta una risorsa economica fondamentale, ma pone allo stesso tempo nuove sfide sul piano della sostenibilità urbana, della tutela del patrimonio culturale e della qualità della vita delle comunità locali. In questo contesto, il turismo contemporaneo è chiamato a confrontarsi con un equilibrio sempre più delicato: da un lato l’esigenza di accogliere un numero crescente di visitatori, dall’altro la necessità di preservare autenticità, vivibilità e identità dei luoghi. La competitività di una destinazione non dipende infatti soltanto dalla sua capacità di attrarre turisti, ma anche da quella di garantire un’esperienza di qualità nel rispetto delle comunità residenti. È proprio questa la sfida che emerge anche dal caso di Varenna. Le regole introdotte dall’amministrazione comunale non puntano a limitare il turismo in quanto tale, ma a favorire una forma di fruizione più consapevole e compatibile con le caratteristiche del territorio. Un approccio che richiama il principio dell’ospitalità territoriale integrata, nel quale accoglienza, tutela del patrimonio, qualità urbana e benessere dei residenti diventano elementi complementari di uno stesso modello di sviluppo turistico.
L’estate con “decoro” scelta dai piccoli Comuni per un turismo di qualità

