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Le mosse di Monte di Paschi di Siena per il terzo polo bancario-assicurativo

SIENA – La Banca Monte dei Paschi di Siena sta animando la stagione economica con una operazione da 34 miliardi di euro. L’istituto presieduto da Cesare Bisoni, ha approvato il lancio di due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, interamente regolate in azioni, sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco Bpm e di Banca Generali. Il corrispettivo stimato è di circa 25,3 miliardi per la prima e circa 8,7 miliardi per la seconda, sulla base dei prezzi ufficiali del 19 agosto 2026. Ad accompagnare le offerte, il cda ha deliberato una distribuzione straordinaria da 4 miliardi a favore dei propri azionisti.
Che cosa prefigura questa discesa in campo?
Le scelte di futuro della banca più antica del mondo possono cambiare gli equilibri del sistema bancario e assicurativo italiano con la nascita, di fatto, di un terzo polo con la capacità di tornare a sostenere famiglie e imprese.
Il primo interesse, dunque, è la stabilità del sistema, e in particolare la creazione di un terzo polo bancario alle spalle di Intesa Sanpaolo e UniCredit. L’offerta lanciata dalla stessa Intesa in asse con Unipol prevede la nascita del terzo polo sull’asse Siena-Modena-Bologna, visto che il gruppo assicurativo controllato dalle Coop e governato da Carlo Cimbri punta a unire Bper con parte di quella senese, sotto l’insegna Mps (così destinata non solo a sopravvivere ma anche a ricevere una bella spinta). Lo scenario alternativo approvato ieri dal cda di Mps e studiato come contromossa dall’ad Luigi Lovaglio invece guarda a Milano e alla fusione con Bpm, dove al momento il primo socio sono i francesi del Crédit Agricole, azionista pesante e per taluno pure ingombrante. Ora toccherà al mercato decidere sulla base dei prezzi alla base delle offerte e delle tecnicalità annesse, ma nel complicato scenario che vedrà in campo anche la politica e le diverse authority sarebbe opportuno che si tenesse nella giusta considerazione il fattore-stabilità, ovvero capire quale delle due proposte offrirà le maggiori garanzie in termini di sostenibilità e competitività.

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