BRUXELLES – Dopo la conferma all’Italia, da parte della Commissione europea, di utilizzare uno 0,3% di Pil per investimenti nel settore dell’energia all’interno del margine complessivo dell’1,5% previsto per la difesa dalla clausola di salvaguardia del Patto di stabilità, ora, dopo la soddisfazione del governo Meloni, bisognerà che il Mef moduli un piano di proposte. Giorgetti ne è consapevole: “bisognerà guardare ad iniziative a tutela di imprese e famiglie”, sottolineando che la valutazione dovrà essere complessiva e tenere conto delle ultime stime e delle raccomandazioni della Commissione ma tutto questo “testimonia lo sforzo e la serietà della finanza pubblica italiana”.
Bruxelles precisa tuttavia che le misure contro il caro energia dovranno restare temporanee e mirate, senza sostenere la domanda di combustibili fossili.
Questa la cronaca di una giornata che alla soddisfazione del Centrodestra ha contrapposto le polemiche del campo largo all’ampliamento della spesa pubblica a favore del settore energetico.
Di fatto la Commissione Europea ha concesso all’Italia una flessibilità sul bilancio pari allo 0,3% del PIL (per un totale dello 0,6% nel triennio 2026-2028) da destinare esclusivamente agli investimenti energetici facendo rientrare dalla finestra le azioni a favore delle auto elettriche dopo che il New green deal era stato un pò messo da parte ma prima che scoppiasse la situazione dello Stretto di Hormuz.
