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La Cucina Italiana è Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco. Gli apprezzamenti degli chef stellati con l’occhio rivolto ai dazi di Trump

NEW DELHI – La Cucina Italiana è stata inserita nella lista del “Patrimonio Culturale Immateriale” dell’UNESCO. La notizia attesa da giorni è stata confermata nella seduta di mercoledì 10 dicembre del Comitato Intergovernativo dell’Agenzia delle Nazioni Unite che si è tenuta a New Dheli.

“Siamo i primi al mondo a ricevere questo riconoscimento, che onora chi siamo e la nostra identità”, ha dichiarato in una nota. “Perché per noi italiani la cucina non è solo cibo o una raccolta di ricette. È molto di più: è cultura, tradizione, lavoro e ricchezza”.

Questo riconoscimento segna la conclusione positiva di una campagna triennale del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per il riconoscimento del metodo tradizionale nazionale di coltivazione, raccolta, preparazione e servizio del cibo.

“L’atto di cucinare in Italia trascende la semplice necessità nutrizionale per diventare una pratica quotidiana complessa e stratificata”, ha scritto Pier Luigi Petrillo, uno dei curatori della proposta italiana, nella sua candidatura iniziale.

Questo riconoscimento arriva mentre il Paese continua a lottare contro il “falso” cibo italiano, come dimostra una recente denuncia presentata al Parlamento europeo dopo la comparsa sugli scaffali di barattoli di salsa alla carbonara preconfezionata. L’Italia si è anche battuta contro la produzione di olio d’oliva contraffatto e l’uso di nomi che suonano italiano su prodotti non realizzati in Italia.
E’ la prima volta che lintera espressione della cucina italiana, piuttosto che un singolo prodotto, diventa patrimonio Unesco. Dagli chef stellati si è levato un coro di apprezzamenti ma con uno sguardo rivolto anche ai dazi introdotti da Trump che hanno penalizzato fortemente l’esportazione di prodotti negli Stati Uniti.

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