ROMA – Del vecchio anno appena lasciato possiamo portarci dietro una piacevole possibilità: degustare i vini della vendemmia 2025 perché è stata una stagione di successo con vini di altissimo livello che celebrano la biodiversità e la qualità del territorio italiano. Con una stima ufficiale di 47,4 milioni di ettolitri l’Italia si conferma leader mondiale, grazie a condizioni climatiche favorevoli che hanno garantito uve di qualità eccellente, anche se il settore conserva le sue preoccupazioni per i mercati internazionali e i dazi Usa.
Da tenere sott’occhio è il millesimo 2025 che, soprattutto per quanto riguarda i vini da vitigni autoctoni, saprà offrire vini spumanti (Metodo Classico e Charmat/Prosecco) capaci di sorprendere e regalare grandi soddisfazioni, nell’immediato e in prospettiva.
Ma quand’è che un vino si definisce millesimato? C’è lo ricordano Mario Busso e Alessandro Scorsone, gli autori della Guida ViniBuoni d’Italia 2026 pubblicata dal Touring Club Italiano: quando è prodotto per almeno l’85% da uve provenienti da una singola vendemmia, cosa che accade solo nelle annate la cui qualità è ritenuta particolarmente alta, come quella dell’autunno scorso appunto.
La buona annata dei vini millesimati del 2025. Alla scoperta dei migliori con la guida del TCI

