ROMA – Sono oltre 170 delegazioni internazionali che parteciperanno oggi ai funerali di Papa Francesco. Ieri 25 aprile, Roma è stata messa sotto pressione per l’arrivo di Capi di Stato. Elicotteri e squadre speciali di sorveglianza hanno vigilato sulle auto presidenziali in arrivo.
Anche il protocollo del Vaticano ha dovuto lavorare sull’assegnazione di posti in Basilica per la funzione funebre. Ma i manuali protocollari saranno quelli già sperimentati come per l’ultimo grande funerale di un Papa tenutosi nella storia, quello di Giovanni Paolo II nel 2005.
E così, il protocollo vuole, innanzitutto, che le prime file siano riservate alle delegazioni dell’Italia, la nazione di cui ogni Papa è Primate, e del Paese di provenienza del Papa defunto, in questo caso l’Argentina.
Dunque in prima fila il presidente della Repubblica, poi il presidente del Senato, quindi della Camera, quindi il Presidente del Consiglio e quello della Corte costituzionale.
Segue quindi l’Argentina con i posti riservati alla sua delegazione, ed è confermata già la presenza di Javier Milei. Questo primo blocco viene chiuso con i sovrani regnanti cattolici, ci sarà Felipe di Spagna con la consorte Letizia, il Gran Maestro dell’Ordine di Malta e poi i sovrani regnanti non cattolici, come quelli di Norvegia, Svezia, Olanda, Belgio. E’ anche vero che se le delegazioni sono molto folte, si usa riservare i primi posti a un paio degli esponenti principali e poi a scendere, le seconde e terze file agli altri componenti della delegazione.
Per quanto riguarda le teste coronate, riguardo alla Gran Bretagna, partecipando William in qualità di erede al trono, è prevedibile per lui una terza fila, esattamente come fu con Carlo ai funerali di papa Wojtyla quando era erede designato della Regina Elisabetta. Si va avanti con le delegazioni dei capi di Stato secondo l’ordine alfabetico diplomatico.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump è accompagnato dalla moglie Melania e potrebbe esserci anche l’ex presidente USA,Joe Biden,. A seguire Emanuelle Macron, il Brasile di Luiz Inacio Lula da Silva mentre l’Ucraina, rappresentata da Volodymyr Zelensky, sarà inevitabilmente più indietro. Più scontata la parte ecclesiastica: i cardinali e i patriarchi delle Chiese orientali saranno disposti sul sagrato davanti alla basilica.

