Il ritorno di Maigret sul grande schermo in una versione contemporanea del regista Pascal Bonitzer. Dal 24 settembre nelle sale: “Maigret. L’amore e la morte”

(PRIMAPRESS) ROMA – Il regista Pascal Bonitzer, dopo il “Quadro rubato” del 2024 compie un’operazione temeraria riportando sullo schermo una versione tutta sua di Maigret, l’iconico commissario creato da Georges Simenon. Con Maigret – L’amore e la morte, tratto dal romanzo ‘Maigret e i vecchi signori’ che arriverà nelle sale italiane a partire dal 24 settembre, offre una versione meno paciosa del commissario che abbiamo conosciuto nelle interpretazioni del nostro Gino Cervi. Ad interpretarlo in questo film è Denis Podalydès, attore della Comédie-Française, affiancato tra gli altri da Anne Alvaro, Manuel Guillot, Irène Jacob, Dominique Reymond e Micha Lescot.
La scelta più evidente voluta da Bonitzer è stato proprio di sottrarre Maigret alla ricostruzione d’epoca per trasportarlo all’inizio degli anni Duemila.
Il caso prende il via dall’omicidio di Monsieur Berthier-Lagès, celebre ex ambasciatore che per cinquant’anni ha intrattenuto una corrispondenza amorosa con la principessa de Vuynes. Dietro l’indagine affiora così uno dei temi che più interessavano al regista: il tempo che passa e il confronto con l’età.
“Sono un boomer, sono del 1946. Mi sono concentrato sul tema dell’età perché è qualcosa che non avevo mai affrontato nei miei film”, racconta Bonitzer. Un elemento che ritrova nello stesso Simenon: lo scrittore attraversava una fase di crisi e, secondo quanto ricostruito dal regista, a un certo punto disse: “Mi sono sentito vecchio”. Proprio scrivendo questo romanzo e confrontandosi anche con il tema dell’anzianità sarebbe riuscito a sbloccarsi.
Maigret – L’amore e la morte dura appena 80 minuti, quasi una rarità in un panorama cinematografico e i dialoghi serrati ed incalzanti lo fanno sembrare ancora più corto arrivando al finale in un batter d’occhio e con un esito non scontato. Da vedere. (PRIMAPRESS)

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