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Il mondo diviso tra futuro Papa e conflitti sempre più aspri nel segno delle vendette

ROMA – Mentre gli occhi di una parte del mondo sono puntati su chi sarà il nuovo Pontefice che guiderà la chiesa cattolica nel segno della pace, c’è un’altra parte del globo in cui i conflitti stanno assumendo proporzioni sempre più ampie ed incontrollabili.
Il ministro della Difesa israeliano Katz ha minacciato l’Iran: “Faremo ai
leader dell’Iran ciò che abbiamo fatto ad Hamas a Gaza”.                      “Avverto il leader iraniani che finanziano, armano e sfruttano l’organizzazione terroristica degli Houthi. Il sistema per procura è finito e l’asse del male è crollato. Siete direttamente responsabili.Quello che abbiamo fatto a Hezbollah a Beirut, ad Hamas a Gaza, ad Assad a Damasco, lo faremo anche a voi a Teheran”. L’avvertimento 4 giorni dopo il missile contro lo scalo di Tel Aviv.
Toni minacciosi arrivano anche in un’altra parte del mondo. Il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato “Vendicheremo il sangue dei nostri martiri innocenti” dopo che almeno 31 persone sono state uccise e decine sono rimaste ferite nell’attacco indiano alla provincia del Punjab e al Kashmir amministrato dal Pakistan. Sono stati segnalati intensi scambi di artiglieria lungo la Linea di Controllo che divide il Kashmir amministrato dall’India da quello pakistano. L’India afferma che almeno 13 persone sono state uccise e altre ferite nel Kashmir amministrato dall’India a causa del fuoco pakistano. L’India afferma che l'”Operazione Sindoor” ha preso di mira infrastrutture “terroristiche”; il Pakistan afferma che i missili hanno colpito moschee e ucciso civili in un palese “atto di guerra”.

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