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I venti di guerra sfiorano il Vinitaly ma non mancano le novità. Il marchigiano Pergola Rosè entra nella top ten del Gambero Rosso

PERGOLA (PESARO URBINO) – Archiviata la 58esima edizione del Vinitaly con una leggera flessione del 7% dei visitatori dovuta al contesto geopolitico ma, comunque, con 90mila presenze che testimoniano l’attenzione al settore. Di queste, il 26% era straniero e proveniente da 135 Nazioni (cinque in più rispetto al 2025), con oltre mille top buyer provenienti da più di 70 Paesi.
Il mercato resiliente dell’enologia, tuttavia, non ha fatto mancare novità e
riconoscimenti.
Un successo è arrivato per la Fattoria Villa Ligi di Pergola nelle Marche. Il suo Metodo Classico Brut Pergola Rosè “Emma Rossi” è stato segnalato tra i dieci vini da non perdere durante la Fiera.
Il prestigioso riconoscimento all’azienda di Pergola, della Famiglia Tonelli, è arrivato dal Gambero Rosso.
“Metodo classico da uve Aleatico – e basterebbe questo a incuriosire o dirottare verso lo stand della azienda –. Nel bicchiere è sorprendente: colore chiarissimo, quasi diafano, trama sottile e una salinità ben definita che lo rende composto, ma con una sferzata di vitalità. Uno spumante con un’identità originale, fuori dagli schemi”, scrive il Gambero Rosso.
Una recensione che riempie di orgoglio Stefano Tonelli, enologo, che ha rappresentato l’azienda alla Fiera veronese: “E’ prodotto da uve Aleatico in purezza dai vigneti aziendali situati in nel comune di Pergola. La menzione è la dimostrazione che dallo storico vitigno dell’alta valle del Cesano e dall’esperienza e tradizione della Fattoria Villa Ligi, è possibile ottenere vini dalle mille sfaccettature e dall’elevato livello qualitativo. La versatilità che si evince nella grande personalità che permane nella tipologia Spumante Brut Rosé Metodo Classico, non fa che gratificare e spronarci nel proseguire con tenacia il percorso di mantenimento, presidio e divulgazione della tradizione enoica delle colline dell’alta valle del Cesano”.
Il vino è dedicato ad Emma Rossi, madre di Francesco, che negli anni ‘70 ha traghettato con estrema tenacia e dedizione l’attività vitivinicola dalla seconda alla terza generazione.

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