ROMA – Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti dal Ministero di Giustizia con la controfirma del Quirinale sta assumendo i contorni di un giallo. Il Capo dello Stato dopo numerosi articoli di giornale ha chiesto al ministro Nordio di approfondire e chiarire la vicenda di una adozione che nasconderebbe diverse situazioni poco chiare secondo il Fatto Quotidiano.
Le informazioni diffuse sono “prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione personale e familiare” ha replicato Minetti che ha annunciato di aver dato mandato ai propri legali affinché procedano con formale diffida nei confronti dei giornalisti e della testata
che le ha diffuse e di “procedere con opportune azioni legali”.
La vicenda parte dalla grazia dallo stato di detenzione di Minetti, condannata per traffico di prostituzione all’epoca di Berlusconi. Una grazia concessa per motivi di assistenza ad un minore orfano adottato.
Ma il bambino adottato da Minetti, secondo Il Fatto Quotidiano, non è orfano. Né è stato abbandonato dai genitori naturali. Il bambino, uruguaiano, ha sofferto sì di una grave patologia che ha richiesto costose cure, ma non è orfano. Né è stato abbandonato dai genitori naturali. Anzi, dagli atti del Tribunale di Maldonado in Uruguay, risulterebbe che Minetti ha fatto causa alla mamma e al papà biologici del bambino per togliere loro la potestà.
Se le notizie riportate dall’inchiesta giornalistica dovessero avere un fondamento si porrebbe la questione di procedure “poco attente” da parte del Ministero di Giustizia e in quel caso bisognerà fare una riflessione politica. Il caso è aperto.
