ROMA – Il 38° Rapporto Italia di Eurispes parte da un assunto di base che resta in fiigrana nelle oltre mille pagine dell’analisi: il mondo sta cominciando ad assumere una nuova, inedita, forma nella quale i fattori esogeni al nostro Paese incidono sulla nostra vita in maniera preponderante. Ed ecco che lo studio inverte il paradigma dell’acquisizione dei dati: non più solo “cosa succede” ma “come possiamo fare qualcosa” e questo finisce con l’apparire come una riflessione lanciata anche alle opposizioni di governo per tentare la strada delle soluzioni ora e velocemente.
Sei le dicotomie individuate dal voluminoso rapporto: sei dicotomie principali: 1. La Globalizzazione letta attraverso la dicotomia “omologazione/identità”; 2. La dicotomia, d’obbligo in questi tempi, “guerra/pace”; 3. L’Economia letta attraverso la dicotomia “opes/inopiae” (ricchezza/povertà); 4. La tecnologia letta attraverso la dicotomia “distopia/utopia” che Eurispes ribadisce quanto dipenderà anch’essa dalle leggi della finanza; 5. La politica letta attraverso la dicotomia “democrazia/autoritarismo”; 6. La dicotomia “presente/futuro” dove è preponderante il tema delle scelte che faremo. E, dunque, ecco che torna
la domanda come un imperativo categorico “cosa possiamo fare e a chi possiamo affidarci per fare qualcosa”.
Eurispes, il 38º Rapporto che cambia il paradigma: “Non più cosa succede, ma cosa possiamo fare”

