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Editoria: un viaggio tra abbazie e monasteri per scoprire tracce di futuro nel libro “In Cammino” di Livia Pomodoro

MILANO – Le abbazie e i monasteri che costellano l’Italia e l’Europa non rappresentano soltanto le vestigia di un glorioso passato. Se proviamo a vederli come un viaggio d’insieme, si rivelano come spazi vivi, carichi di memoria e di futuro, in cui la storia ha lasciato tracce ancora in grado di suggerire modelli e sollecitare nuove visioni. È da questo inedito punto di vista che Livia Pomodoro, magistrato presidente del Tribunale di Milano e dell’Accademia di Brera, direttrice artistica dello Spazio Teatro No’hma e titolare della cattedra Unesco Food Systems for Sustainable Development and Social Inclusion presso l’Università Statale di Milano, dà forma al suo libro “In Cammino”. Un pellegrinaggio laico tra edifici e paesaggi, tra simboli e consuetudini, alla ricerca di ciò che rende attuali queste presenze secolari.
Pomodoro ci fa ripercorrere il viaggio dei viandanti che lungo le strade d’Europa si imbattevano in queste memorie di spiritualità: dal coro di Canterbury alla biblioteca di San Gallo, in Svizzera, da Orval e Scourmont, in Belgio, alle due Chiaravalle italiane, dall’hortulus di Fulda, in Germania, alle api di Morimondo, da Notre-Dame di Cîteaux, culla d’origine dei cistercensi, a Santa Maria di Follina, tra le colline trevigiane, dall’«abbazia verde» di Plankstetten, in Baviera, alla certosa di San Lorenzo di Padula e a Cisternino, nel Sud d’Italia. Procedendo in questo itinerario, la scoperta dei tesori salvati da saccheggi e distruzioni si intreccia a quella delle intuizioni che – dai progressi della scienza alle forme dell’abitare, dai saperi artigianali alla trasmissione del pensiero scritto – hanno trasformato i territori, ridefinito l’organizzazione del lavoro e dell’economia, rivoluzionato stili di vita. Scopriremo così, nascosti nelle nostre stesse radici, modi alternativi di essere cittadini oggi e sapremo riconoscere nelle abbazie «un motore di conferme e cambiamenti della vita quotidiana che va sotto il nome di tradizione, e che il monachesimo richiama e rifonda, senza paura, adattandosi allo spirito del tempo, ma anche piegandolo». Una sola condizione è richiesta: essere disposti a mettersi in cammino.

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