ROMA – Dopo la conferma di ieri del 15% per i dazi USA solo per alcuni settori merceologici, sta tenendo in fibrillazione l’agroalimentare. Da Confieuro alla Federazione Autonoma Piccole Imprese (FAPI), da Coldiretti a Federvini, si richiede al governo un intervento decisivo per mettere al sicuro il comparto.
“Rivolgiamo un appello al governo Meloni affinché si impegni con determinazione in tutte le sedi politiche per garantire che il nostro agroalimentare, pilastro dell’economia nazionale e simbolo del Made in Italy nel mondo, venga tutelato e preservato da ogni forma di dazio che ne possa compromettere la competitività e la sostenibilità”. Si legge in un comunicato di Confieuro mentre Coldiretti Alessandria fa un’analisi del possibile impatto delle misure sull’export alimentare.
A giugno le vendite di cibo Made in Italy in America hanno segnato un calo del 2,9% in valore, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat del commercio estero. È il primo calo mensile dell’agroalimentare negli Stati Uniti dal settembre 2023, in controtendenza con il dato generale dell’export italiano in Usa, cresciuto a giugno del 10,3%. Dopo un primo trimestre dell’anno in cui le esportazioni agroalimentari negli States erano cresciute in media dell’11% in valore, nei tre mesi di applicazione dei dazi aggiuntivi al 10% si è passati al +1,3% di aprile e al +0,4% di maggio, fino ad arrivare al calo di giugno. A pesare è stata l’incertezza degli importatori sulle mosse della strategia del presidente Usa Trump, oltre al fatto che le nuove tariffe (+10%) si sono sommate a quelle già esistenti, penalizzando in particolare alcune filiere cardine.
Dazi USA: da Confagricoltura a Confieuro l’appello al Governo per garantire il comparto

