IRAN – Prima il premier pachistano Sharif e poi il ministro degli Affari Esteri iracheno hanno fatto pressione per una tregua nel conflitto Israeloamericano con l’Iran. Di fatto Trump avrebbe prorogato di due settimane il suo ultimatum di fare terra bruciata del regime annunciandolo con un semplice post su Truth e cogliendo di sorpresa anche gli alleati israeliani.
La tv di stato iraniana, commentando la proroga decisa dal presidente americano, parla “dell’umiliante ritirata di Trump”. È sempre il canale d’informazione iraniano a parlare delle condizioni per il cessate il fuoco.
In un comunicato del ministero degli Affari Esteri, l’Iraq “invita a trarre vantaggio da questo passo avanti positivo avviando canali di dialogo seri e duraturi che affrontino le cause profonde delle controversie e rafforzino la fiducia reciproca”. Parole più di circostanza che di reale pensiero dei contendenti con gli animi esacerbati.
Anche in America le dichiarazioni guerrafondaie di Trump hanno avuto effetti devastanti. “La sua dichiarazione di tregua non cambia nulla”. Il presidente ha minacciato un genocidio contro il popolo iraniano e continua a brandire la minaccia. Deve essere rimosso”.
Lo afferma la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez continuando a criticare Trump nonostante l’accordo per il cessate il fuoco con l’Iran.
Ma che cosa prevede l’accordo che avrebbe fatto raggiungere la tregua. Le notizie sono frammentarie ma tra tutto ci sarebbe la concessione all’Iran del controllo dello Stretto di Hormuz, una concessione che non aveva prima della guerra ha commentato con sarcasmo il idemocratico Chris Murphy.
