ROMA – Gli effetti della lunga pandemia da Covid non solo hanno lasciato qualche strascico nella salute degli italiani nonostante il tempo trascorso ma anche nella gestione politica di quel periodo. Mentre infuria la polemica sul ponte sullo Stretto, torna a riesplodere la querelle delle mascherine nella gestione del governo Conte. Questioni che si riaccendono in vista delle elezioni politiche del prossimo anno.
Le audizioni in commissione Covid hanno fatto emergere, a detta dei componenti di Fratelli d’Italia, un quadro inquietante sulla gestione della pandemia. “Al dolore di chi ha subito tragiche perdite durante l’emergenza si unisce oggi l’indignazione per quanto stiamo ascoltando dagli auditi. Alcuni imprenditori hanno, infatti, denunciato un sistema con molte opacità, in cui per ottenere commesse su mascherine e tamponi dalla struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri sarebbe stato necessario prima pagare pseudo ‘consulenze’ agli avvocati, ex colleghi dello studio di Giuseppe Conte” si legge nei post di FdI.
Per Giuseppe Conte chiamato in causa per quel periodo è solo un “rimestare fango”. “Non troverete mai una mia attività illecita. Potete stare qui dieci anni, vent’anni, trent’anni. Anche perché io, a differenza vostra, quando ci sono state delle indagini e c’è stata l’opportunità, mi sono subito presentato al Tribunale di Brescia, al Tribunale di Roma. Sono andato e ho spiegato tutto. È stato tutto immediatamente archiviato».
Commissione Covid: è scontro tra FdI e M5S. Conte: “È solo rimestare fango”

