MILANO – L’inchiesta sull’urbanistica a Milano, con cantieri sequestrati e 6 richieste di arresti da parte dei pm travolge anche il sindaco del capoluogo lombardo Beppe Sala con una accusa di False dichiarazioni e induzione indebita a dare o promettere utilità. Sono questi i due capi d’accusa a carico di Sala, nell’inchiesta su presunte irregolarità urbanistiche. Per i Pm che ipotizzano il concorso in induzione indebita, legata al progetto sul grattacielo “Pirellino” promosso dall’imprenditore di Coima, Manfredi Catella per il quale sono stati chiesti i domiciliari, e l’architetto Boeri, l’assessore Tancredi avrebbe fatto pressioni su Marinoni, il funzionario nominato in Commissione paesaggio con lo scopo di autorizzate la moltitudine di cantieri affinché esprimesse un parere favorevole. Le sollecitazioni sarebbero arrivate dopo le rimostranze fatte al sindaco Sala dagli stessi proponenti.
“Trovo allucinante apprendere da un giornale di essere indagato e non dalla Procura. Un metodo inaccettabile”, ha dichiarato il sindaco di Milano Beppe Sala, commentando una anticipazione di notizia apparsa su un giornale.
Il sindaco respinge le accuse e getta acqua sul fuoco: “Ritengo necessario avere un quadro più completo dei rilievi che stanno emergendo in queste ore. Posso solo dire che l’amministrazione non si riconosce nella lettura che viene riportata”.
Inchiesta urbanistica a Milano: il sindaco Sala accusato di “False dichiarazioni” dai pm

