BRUXELLES – Si terrà Martedì 4 agosto la call di emergenza dell’Unione Europea per discutere della crisi migratoria a Ceuta, dopo lo scontro tra Spagna e altri Stati membri.
La lettera firmata da 22 Stati membri per chiedere un’azione coordinata e il rafforzamento delle frontiere esterne dell’UE, dopo che circa 60.000 migranti sono entrati nell’enclave spagnola dal Marocco apre una questione più complessa su tutto il fenomeno immigrazioni.
La Spagna ha condannato la reazione “egoistica, polarizzante e illegale” alla crisi, dopo che l’Italia ha sospeso l’accordo Schengen con la Spagna, una decisione che era stata appoggiata da Finlandia e Danimarca.
Le autorità spagnole affermano che quasi tutti coloro che hanno raggiunto Ceuta il 30 luglio sono rientrati, mentre il bilancio delle vittime dell’ondata di attraversamenti è salito ad almeno 67.
La lettera degli Stati membri dell’UE affronta le preoccupazioni relative alle “minacce ibride volte a creare la percezione che l’ingresso illegale nell’Unione Europea sia possibile”, aggiungendo che tale percezione “incoraggerebbe ulteriori tentativi, minerebbe la fiducia nella nostra politica migratoria comune e avrebbe ripercussioni per tutti gli Stati membri”.
Caso Ceuta: guerre ibride e migrazioni. La call Ue sul fenomeno

