ROMA – “Bene fa La Biennale di Venezia a presentare ricorso contro la decisione di interrompere la sovvenzione di 2 milioni di euro. Nelle motivazioni date dall’agenzia Eacea, totalmente generiche, non vengono specificati gli elementi che giustificherebbero una decisione di questa portata. Siamo all’ennesimo vergognoso attacco politico e ideologico a un’istituzione che fa cultura e non si piega ad essere strumento di chi fa la voce grossa dall’Unione Europea”.
Così in una nota il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni.
Ma come si è arrivati a questo scontro? La Commissione Europea aveva ufficialmente raccomandato all’agenzia EACEA (European Education and Culture Executive Agency) di revocare il contributo di 2 milioni di euro destinato alla Biennale di Venezia (2025-2027). La decisione era stata annunciata dalla vicepresidente Henna Virkkunen, a seguito delle polemiche per la riapertura del Padiglione della Federazione Russa ancora sotto sanzioni UE per l’aggressione all’Ucraina. Un passaggio “politico” da parte della Biennale in Commissione Ue forse sarebbe stato opportuno trattandosi di fondi elargiti dalla comunità.
Biennale Venezia: negati 2 mln di fondi dall’UE, Borgonzoni (Mic): “Attacco ideologico”

