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Arbor Networks: “Le dimensioni dell’attacco più grande aumentano del 73% rispetto al 2015 e raggiungono 579Gbps”

Arbor Networks, la divisione sicurezza di NETSCOUT, ha pubblicato oggi i dati globali sugli attacchi DDoS per i primi sei mesi del 2016, i quali mostrano un aumento continuo sia della dimensione che della frequenza degli attacchi.  

I dati Arbor sono raccolti tramite ATLAS™, una collaborazione con più di 330 clienti service provider che condividono con Arbor dati anonimi relativi al traffico al fine di fornire una vista aggregata completa del traffico globale e delle minacce. ATLAS fornisce i dati per la Digital Attack Map, una visualizzazione del traffico globale di attacchi creata in collaborazione con Google Ideas. I dati ATLAS sono stati utilizzati recentemente anche nel Visual Networking Index Report di Cisco e nel Data Breach Incident Report di Verizon.

ATTIVITÀ GLOBALE DDoS
Gli attacchi DDoS continuano ad essere utilizzati di frequente, sfruttando la disponibilità immediata di tool gratuiti e servizi online a basso costo che permettono a chiunque sia in possesso di un grievance e di una connessione internet di lanciare un attacco. Ciò ha comportato un aumento sia della frequenza che della dimensione e della complessità degli attacchi negli ultimi anni.

  • ATLAS ha registrato una media di 124.000 eventi a settimana negli ultimi 18 mesi.
  • Un aumento del 73% della dimensione massima degli attacchi rispetto al 2015, che ha raggiunto 579Gbps.
  • 274 attacchi superiori a 100Gbps rilevati nella prima metà del 2016, contro i 223 registrati in tutto il 2015.
  • 46 attacchi superiori a 200Gbps rilevati nella prima metà del 2016, contro i 16 registrati in tutto il 2015.
  • USA, Francia e Gran Bretagna sono i principali obiettivi degli attacchi superiori a 10Gbps.
 
Il team Security Engineering & Research di Arbor (ASERT) ha recentemente dimostrato che i grandi attacchi DDoS non richiedono l’uso di tecniche di riflessione/amplificazione. LizardStresser, una IoT botnet, è stata usata per lanciare attacchi che arrivavano a 400Gbps destinati a siti di gaming di tutto il mondo, istituzioni finanziarie brasiliane, ISP e istituzioni governative. Secondo ASERT, i pacchetti di attacchi non sembrano provenire da indirizzi di origine falsificati – e non è stato utilizzato nessun tipo di protocollo UDP con amplificazione come NTP o SNMP.

QUANDO LA MEDIA È UN PROBLEMA
Un attacco DDoS da 1 Gbps è sufficiente per lasciare offline la maggior parte delle organizzazioni.
  • La media delle dimensioni degli attacchi nella prima metà del 2016 è stata 986Mbps, è aumentata quindi del 30% rispetto al 2015.
  • Per la fine del 2016 si prevede una dimensione media degli attacchi di 1,15Gbps.
“I dati dimostrano la necessità di sistemi di difesa contro gli attacchi DDoS ibridi o multilivello,” ha detto Darren Anstee, Responsabile Tecnologico per la Sicurezza di Arbor Networks. “Gli attacchi a larghezza di banda elevata possono essere mitigati solo nel cloud, lontano dagli obiettivi prefissati. Tuttavia, nonostante la forte crescita delle dimensioni degli attacchi più consistenti, l’80% di questi è ancora inferiore a 1Gbps e il 90% dura meno di un’ora. La protezione on premise garantisce la rapidità di reazione necessaria ed è la chiave contro gli attacchi “low and slow” a livello di applicazione e gli attacchi state-exhaustion destinati a infrastrutture come firewall e IPS.”


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